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Noto: – La geniale “bizzarria” di Orazio Di Rosa -

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Noto: – La geniale “bizzarria” di Orazio Di Rosa -

  Libri e Personaggi

portali-cop-orazio-di-rosaLA GENIALE BIZZARRIA DI ORAZIO DI ROSA

di Costantino Guastella 

   Sembra incredibile eppure è così: ”…un assemblaggio di pagine, un dipanarsi di sequenze d’immagini colorate, mai pensate prima e curiosamente approdate per una lettura distensiva, affascinante…” può dare un significato vitale ed estetico alle pietre che pur rimanendo nella loro apparente immobilità tornano ad essere vive. Ciò che comunemente sfugge a chi osserva distrattamente le cose e non approfondisce il loro valore intimo, si può cogliere nella geniale “bizzarria“ di Orazio Di Rosa, singolare saggio che affascina e conquista tutti coloro i quali hanno la possibilità d’imbattersi in essa.portali-iv-cop-orazio-di-rosa

   La bizzarria di questo dinamico personaggio dell’antico, moderno e postmoderno Val di Noto, che è nato a Modica e vive a Noto, che abbiamo avuto modo di apprezzare per quanto di interessante precedentemente ha prodotto nel mondo della letteratura e della riflessione filosofica, ora torna a rendersi socialmente presente con la pubblicazione dell’ultima sua opera:  Portici, portali e ponti a Noto (e dintorni).Una pubblicazione–omaggio prodotta  in pochi esemplari con un prezioso volumetto ricco  di splendide foto a colori, di cui molte inedite. Un’edizione propria di un lavoro del pensiero e del sentimento  egregiamente commentato “…al fine di fornire l’ immediata indicazione del tema trattato.

  La geniale bizzarria di Orazio Di Rosa risiede nell’anomala, originale, novità della sua indagine e nella  particolare espressione itinerante di  un suo ideale pellegrinaggio affettivo tra le vie di Noto e i percorsi  d’interesse storico del territorio netino. Lavoro personale scaturito dall’estro e dalla riflessione di un grande artista che ama valorizzare ciò che gli piace, lo emoziona,  ritiene interessante e desidera  proporre a chi ama e a chi come lui apprezza “ l’ordine, l’armonia, l’equilibrio, la fedeltà all’estetica e alla bellezza.“ I Portici, i Portali e i Ponti del territorio netino sono presentati seguendo immaginariamente “…lo stesso percorso di vita , i luoghi visitati e il suo punto di vista sui problemi che assillano e deliziano l’esistenza di ogni individuo che intende comunque significarsi. Così chiarisce il Di Rosa, il quale, oltre ad esaltare il faticoso lavoro di ingegneri, architetti, scalpellini, artigiani del ferro e le laboriose maestranze, rende noto ed indica l’occulto itinerario interiore seguito fedelmente in se stesso anche nella produzione delle precedenti pubblicazioni. Itinerario etico, civile ed umano proteso sempre a dare senso, significato e valore al sentimento sublime dell’amicizia sincera e solidale.cat_0121

  Quest’ultima pubblicazione di Orazio Di Rosa, realizzata con la collaborazione dell’amico Salvo Cataneo ben noto eccellente fotografo e del simpaticissimo illustre geologo Vincenzo Belfiore, costituisce un’estrosa trattazione saggistica su un particolare tipo di architettura che è da tutelare e da valorizzare significandola dai ruderi dell’antica  Eloro all’ultimo ponte o viadotto.  La sua geniale bizzarria, oltre ad avere l’innegabile pregio d’inserire in un ampio contesto storico ciò che è particolare e contingente, possiede anche la capacità di ricondurre nel mondo trascendente dell’idealità. Mondo superiore, puro, incontaminabile, ma purtroppo solo mentale. Esso è concesso di visitare solo a pochi Eletti ai quali è concesso il dono di poterlo frequentare e di viverlo penetrando nei suoi misteriosi meandri per avere la possibilità di rivelarlo, essendo andati con la capacità intuitiva della ragione oltre ciò che comunemente appare ai sensi, e realizzando idealmente ciò che sentimentalmente ogni Uomo desidera si realizzi nel nostro mondo.

   L’intelligenza creativa di Orazio Di Rosa contiene il dono innato di questa particolare capacità che gli permette di significare simbolicamente ed esemplarmente gli oggetti del pensiero che sembrano senza vita, che ci emozionano e ci commuovono affettivamente. In fondo questa è la sua ferma convinzione, la sua interiore motivazione a scrivere, a comunicare i suoi geniali pensieri. Nella conclusione ce lo rivela chiaramente affermando : ” Ho cercato di far capire che i manufatti, di cui ho dissertato, non sono materia senza vita, inattiva, anzi ! E che, pur nella loro statica immobilità, di ogni colonna o capitello, da ogni pilastro o arcata, non percepito a prima vista, si esplicitano, raccontano epoche diverse, storie di eventi e di uomini, arte pura o fantasiose interpretazioni.”

enlight1   A noi resta solo esprimere un sentito grazie al carissimo amico Orazio Di Rosa per averci reso partecipi dei suoi più intimi pensieri e per averci amichevolmente fatto omaggio di questa sua estrosa originale pubblicazione, diversa dalle altre in nostro possesso, ma identica nell’ideale etico che nell’insieme tutte le accomuna. A chi come noi ama l’analisi socio-psicopedagogica e dà valore alla metafisica scientifica fondata da Kant dopo che Galileo introdusse il principio di relatività  che successivamente Einstein codificò matematicamente, le geniali bizzarrie espresse dal Di  Rosa affermando che i manufatti di pietra non sono materia o  vita inattiva, anzi, eppur si muovono “ …emanando un profluvio di messaggi “ che “ raccontano epoche diverse, storie di eventi e di uomini “ che la ragione umana determina nei limiti di quanto le è concesso comprendere. Per quanto riguarda la discussione sul perché il tutto cosmico esiste è bene ritenere corretta la proposta dell’assenza di limiti spazio-temporali. Noi convinti dei limiti conoscitivi della ragione soggettiva umana non aspiriamo a decretare, come qualcuno arbitrariamente ha  fatto e/o  continua a fare. Agli esseri umani non è concesso decretare il definitivo trionfo della ragione soggettiva, poiché in quel caso conosceremmo il pensiero stesso di Dio: questo è quanto sostiene anche l’astrofisico recentemente scomparso Stephen w . Hawking nella sua “Teoria del Tutto” .

                                                    Costantino Guastella

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