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Noto: Lettera Aperta sulla Sinistra che vorremmo.

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Noto: Lettera Aperta sulla Sinistra che vorremmo.

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 LA SINISTRA CHE VORREMMO: LETTERA APERTA.

 A giorni, forse oramai a ore, si comporrà il  quadro delle forze politiche che i Siciliani si troveranno a dover scegliere per darsi un nuovo governo regionale il 5 novembre. Passione Civile è movimento civico politico-culturale, che, pur essendo apartitico e accogliendo fra i propri iscritti coloro che vorrebbero soprattutto un buon governo cittadino, impronta il proprio progetto di azione locale su valori, ispirazioni e temi propri della Sinistra. Tutela dei diritti, equità sociale, legalità, ambiente i grandi pilastri che sorreggono gli obiettivi concreti da raggiungere nei nostri territori: lavoro, rifiuti, pianificazione del territorio, rigenerazione delle periferie, solidarietà, salute.

Nel programma con cui ci siamo presentati alle amministrative di Noto nel 2016, trovando in esso la nostra bussola, abbiamo posto fortissimo l’accento sul metodo, quello della partecipazione popolare, del confronto e del dialogo costante fra politici e cittadini. Abbiamo sottolineato come il civismo possa  rendere ogni cittadino protagonista consapevole delle scelte amministrative, cittadino di professione, emancipato dalle zavorre della politica clientelare, informato e capace di esprimere il proprio voto con libertà. Un cambiamento culturale radicale, necessario perché le idee di sviluppo e crescita in ogni direzione, non siano solo enunciati, cavalli di battaglia di una classe dirigente politica che decide a porte chiuse, autoreferenziale e incapace di ascoltare la base,  ma un chiaro programma dei cittadini per i cittadini. 

Passione Civile non può pertanto che porre attenzione al momento che la Sicilia sta vivendo e, chiamato ad essere interlocutore attivo nella competizione, davanti ad un panorama desolante e disperante che vede la possibile disgregazione dell’area del Centrosinistra  a favore delle nuove Destre e della deriva qualunquista del M5S, dà la propria disponibilità a lavorare a sostegno di un progetto di ricostruzione  di una nuova Sinistra, unitaria, espressione reale e diretta del popolo e dei suoi diritti. Occorre però ribadire con fermezza che stavolta si deve fare sul serio, che la storia della Sinistra, i suoi errori, le sue rivoluzioni che hanno portato invece alla conservazione, le sue ferite, ci richiamano ad una responsabilità doverosa: quella di ripartire da zero, tagliando rami secchi con forza, consapevolezza ed umiltà.

Lontani dal vecchio metodo verticistico che impone nomi di papabili candidati governatori e liste da comporre,  sottolineiamo come il tema della rappresentatività  e del processo di costruzione partecipata del programma di governo devono essere centrali in questa fase e  in quelle future.  Pur nella consapevolezza che i tempi stringono e che gli adempimenti burocratici vanno rispettati, ci sembra ugualmente urgente creare una sensibilità per la politica diffusa, investirvi tempo, energia e passione, urgente risvegliare l’interesse di una generazione di giovani drammaticamente senza futuro,  coinvolgere ed ascoltare le periferie, proporre alle fasce che vivono nel malessere socioeconomico alternative dignitose che fanno riferimento a nuove politiche per il lavoro. Urgente delineare il profilo di una Sinistra progressista, moderna e intelligente, concreta e con un linguaggio nuovo che possa ricompattare in una rete inclusiva tutti quei movimenti, associazioni, comitati, osservatori sociali, cittadini, quanti cioè da sempre operano in nome di quei valori che oggi qualcuno vorrebbe archiviare come inutile ideologia.

“Una Sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo. (…) Ci vuole una Sinistra unita, in un progetto condiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile. Un progetto capace di dare una risposta al popolo che il 4 dicembre scorso è andato in massa a votare No al referendum costituzionale, perché in quella Costituzione si riconosce e da lì vorrebbe ripartire per attuarla e non limitarsi più a difenderla”. Riportiamo le parole di Anna Falcone e Tommaso Montanari perché oggi crediamo che solo nel solco aperto nella grande riunione del 18 giugno al Brancaccio si possano piantare nuovi semi. Per queste ragioni Passione Civile guarda con interesse al tentativo di Art 1 MDP e SI di creare una lista di sinistra che non sia una lista arcobaleno con qualche spruzzata di movimentismo civico, semmai l’inizio di un nuovo percorso che dia voce ai più deboli, agli esclusi, ai non garantiti.

MOVIMENTO PASSIONE CIVILE

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