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Lido di Noto: una tartaruga “Caretta caretta” ha fatto un nido nell’arenile.

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Lido di Noto: una tartaruga “Caretta caretta” ha fatto un nido nell’arenile.

Caro Direttore,

                              Le comunico che giorno 16 luglio, alle ore 00.25 si è potuto assistere alla risalita di una tartaruga marina “Caretta caretta” nell’arenile di Lido di Noto (prima scaletta).L’Ente Fauna Siciliana ha seguito a debita distanza, in modo da non spaventare l’animale, le operazioni di risalita, scavo, deposizione e copertura del nido e ritorno in mare. Alle ore 02,45 ho provveduto personalmente a recintare e segnalare il nido in modo da evitare, ai mezzi meccanici che all’alba puliscono la spiaggia, di danneggiarlo. Questo nido si aggiunge ai 4 che stiamo già monitorando all’interno della R.N.O. di Vendicari.logo-caretta

    Verrà effettuato il controllo delle temperature della sabbia per verificare che l’incubazione possa proseguire fino alla schiusa che può avvenire dai 60 ai 90 giorni dalla deposizione. Ricordo che l’Ente Fauna Siciliana svolge dal 1994 questo progetto di ricerca  che ha visto diversi scambi culturali con le Università del Nord Africa (Tunisia e Libia) e con alcune tesi di laurea. Dal 2013 finalmente si sono avute le prime schiuse.

Corrado Bianca
Segretario Regionale dell’Ente Fauna Siciliana

Direttore Responsabile di “Grifone”
Via A. Cavarra n. 184 – 96017 Noto (SR)

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 INCENDI: UNA GUERRA PERSA IN PARTENZA?

di Corrado Bianca

 Il verificarsi puntualmente a ogni stagione estiva della devastazione del nostro territorio a causa degli incendi lascia ormai una sensazione di “impotenza”.  E’ veramente mortificante accertare che non cambia nulla nella lotta agli incendi, basata solo sullo spegnimento dei roghi senza nessuna attenzione alla prevenzione e al controllo del territorio. Pensare di rincorrere il delinquente piromane (doloso) o il cittadino irresponsabile (colposo) è già una battaglia persa in partenza, aspettare che scoppi l’incendio per poi spegnerlo è una fase necessaria e utile, ma dovrebbe rappresentare l’emergenza non la consuetudine.

Il problema degli incendi, come ho già scritto altre volte, va considerato un reato gravissimo e come tale dovrebbe essere trattato, perché non è credibile che si tratti dell’azione isolata di qualche piromane; in molti casi dietro un incendio può celarsi un disegno atto a danneggiare porzioni di territorio quali: parchi, riserve naturali, SIC, ZPS o anche zone libere da vincoli, a fini criminali. Proprio per questo motivo il problema andrebbe affrontato con una sinergia delle forze dell’ordine atte a indagare e controllare il territorio.

I danni che ogni anno si registrano sono incalcolabili. Perdiamo, innanzitutto, vite umane sia tra gli operatori addetti allo spegnimento, che tra le persone coinvolte nell’incendio delle proprie abitazioni. Perdiamo, altresì, migliaia di ettari di aree boschive e macchia mediterranea, con la conseguente morte di tantissimi animali selvatici che rimangono coinvolti negli incendi e/o che rimangono senza riparo; perdiamo anni di investimenti in aree verdi e aree demaniali; perdiamo risorse economiche impiegate nell’ingente spesa pubblica necessaria per attivare la “macchina dello spegnimento” con interventi a terra e con mezzi aerei; insomma, a conti fatti, si tratta di un sistema che si è dimostrato ed è fallimentare.

Sarebbe opportuno iniziare ad analizzare la possibilità di cambiare strategie e di cambiare questo piano di interventi, in particolare della Regione Sicilia, partendo soprattutto dall’utilizzare parte delle spese sostenute per lo spegnimento degli incendi per il controllo del territorio e per la prevenzione, coordinando meglio le forze esistenti ed i tantissimi volontari pronti a salvaguardare il proprio territorio non per interessi personali, ma per puro e semplice amore della natura e del territorio.

Le eventuali responsabilità del sistema attuale non vanno sicuramente imputate agli operatori addetti allo spegnimento, che a parte una piccolissima percentuale, lavorano con competenza e rischiano la vita per fronteggiare gli incendi nei quali intervengono, ma su chi pianifica e programma i piani antincendio non rispettando i tempi di attivazione e gli interventi necessari al buon funzionamento del sistema._

In conclusione vorrei dire che “a pensare male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca”, infatti, ad alcuni questo sistema fallimentare sta bene.

Corrado Bianca
Segretario Regionale dell’Ente Fauna Siciliana

Direttore Responsabile di “Grifone”
Via A. Cavarra n. 184 – 96017 Noto (SR)

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