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Noto: un danno al Bassorilievo di Palazzo Ducezio?

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Noto: un danno al Bassorilievo di Palazzo Ducezio?

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Lettera Aperta al Sindaco di Noto dott. Corrado Bonfanti.

NOTO:UN DANNO AL BASSORILIEVO IN PALAZZO DUCEZIO?

Caro Sindaco ,

                   IMG_20170217_112254_BURST001_COVER_resized_20170218_103656687ieri 17 Febbraio 2017, nell’attesa per la conferenza stampa sul Distretto Turistico Sud Est, mi sono soffermato ad ammirare – così pensavo -  il bassorilievo da tempo esposto nella sala di segreteria antistante quella degli Specchi. Con mia grande sorpresa, esaminando attentamente i personaggi in essa scolpiti da Tito Angelini nella prima metà dell’Ottocento, mi sono accorto che la mano sinistra e relativa parte dell’avambraccio  raffigurante la nostra Città che rende omaggio ai Borboni, è stata – non dico volutamente sfregiata da qualche turista o visitatore distratto – ma che  è mancante del relativo pezzo di marmo.IMG_20170217_112357_1_resized_20170217_065423699

Ho avuto l’impressione che quella parte avesse, a suo tempo, già subìto un restauro e che forse quel pezzo sia stato di recente staccato appositamente nel timore d’una mancata tenuta, come ho potuto constatare dal piccolo foro interno nell’avambraccio: ricordandone l’integrità lungo i decenni in cui ci sono passato accanto, all’ingresso in Biblioteca Comunale ove quel bassorilievo ci “salutava” negli anni giovanili, ne sono rimasto profondamente colpito ed amareggiato all’idea  di potersi trattare d’un incidente già risaputo o d’uno sfregio di cui non avessi avuto notizia!

Ma se così non fosse, se cioè l’opera avesse da poco tempo subìto il danno che le mie foto documentano – al di là delle urgenti e necessarie comunicazioni a Chi di dovere –  mentre mi riservo di riscontrarle con altre foto che spero ci siano nel mio archivio, mi permetto di consigliarti l’immediato ricollocamento in altra più sicura sede del bassorilievo che già nell’Ottocento, come sai, ne subì delle belle in due diverse occasioni dal 1848 in poi, facendo parte del monumento con statua a re Ferdinando II.

L’occasione per un cordiale saluto.

Noto, 18 Febbraio 2017                                    Biagio Iacono   

  1. vincenzo belfiore says:

    Caro Professore, concordo pienamente sulla gravita del danneggiamento di un capolavoro, opera di Tito Angelini (Orazio era il fratello Architetto) uno dei più importanti scultori neoclassici dell’ottocento napoletano.
    Volutamente sfregiato non da turisti distratti ma da rozzi e vili occupanti piemontesi all’ indomani della conquista della Sicilia. La statua monumentale, alta 12 palmi (3 metri) in marmo di Carrara, fu fatta a pezzi dalla furia idolatra dei fanatici garibaldini, il quali si accanirono anche contro il bassorilievo in questione che ornava il basamento, furono danneggiati a martellate il giglio, simbolo della dinastia di Borbone, posto sulla lancia impugnata dall’ allegoria del genio borbonico, insieme all’ avambraccio e la corona turrita della fanciulla che simboleggia la Città di Noto.
    Un gesto criminale contro l’ arte e la cultura, ma che nulla a che vedere con l’ esposizione (che ho seguito personalmente nel 2014) grazie alla quale questo capolavoro è riemerso dall’ oblio.
    Le cronache dei danneggiamenti del 1848, del restauro del 1853 e della distruzione del 1860 sono riportate dagli storici Arezzo Prado, Giammanco, Russo Farrugia, e Coppa
    un abbraccio Vincenzo

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