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Noto al centro del mondo con l’Infiorata e Congresso Arti Effimere.

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Noto al centro del mondo con l’Infiorata  e Congresso Arti Effimere.

manifesto EFFIMERA 2016 web

Noto al centro del mondo con l’Infiorata ed il Congresso Internazionale delle Arti effimere

 NOTO, 31 Maggio 2016 – “L’Infiorata ospita il mondo”: molto più di uno slogan per la 37° edizione della ormai celeberrima manifestazione. Piuttosto, una formidabile realtà di cui ancora molti netini e conterranei del nostro Sud-est si rendono solo parzialmente conto. Storditi dalla bellezza, ma anche, in qualche caso, catturati da pregiudizi sterili ed autolesionisti. Non parliamo di malafede, perché sarebbe grave per il grado culturale che si presume raggiunto da tempo per i cittadini della capitale del barocco.foto I PHONE 4s 2015 1893

Quello che è avvenuto a Noto, ove dal 12 al 15 maggio 2016 si sono registrate, secondo stime prudenti, almeno 150.000 presenze, offre anzitutto lo spunto in merito all’eccezionale salto di qualità, che è avvenuto nella coscienza collettiva siciliana, nazionale ed internazionale, circa il potere attrattivo della capitale del barocco, che ormai si dilata in ogni parte del globo. È una realtà di cui, soprattutto come netini e abitanti del Sud-Est, dobbiamo prendere atto per assumere atteggiamenti consoni alla nuova realtà. Urge far sparire faziosità e spirito paesano, oltre che incompetenza e incapacità di visione degli scenari presenti e futuri, per far posto ad una mentalità aperta, fondata sulla consapevolezza delle responsabilità che ci attendono di fronte al mondo e su una qualità dell’accoglienza che le sempre crescenti folle di visitatori si aspettano da ciascuno di noi. È apprezzabile che, malgrado gli inevitabili disagi che un tale afflusso di popolo fatalmente comporta per una città con meno di 25.000 abitanti, non ci siano registrate situazioni di emergenza al pronto soccorso dell’ospedale. Si può, tuttavia, far sempre meglio sulla base dell’esperienza maturata e del senso civico di una comunità al passo con i tempi.

Nel cambio di mentalità coerente con i nuovi destini di Noto, un aiuto, con risvolti umani e spirituali di ampio respiro, ci è stato dato dai partecipanti al VI Congresso Internazionale delle Arti Effimere, svoltosi in concomitanza con l’Infiorata. È già stupefacente che Noto, grazie alla visione lungimirante e alle capacità relazionali di chi le ha procurato visibilità a livello mondiale, sia stata scelta per ospitare il suddetto Congresso dopo Barcellona (2012) e Roma (2014) e prima di Bruxelles (2018) e Tokio (2020). Il che conferma le dichiarazioni di osservatori internazionali di prim’ordine, come lo storico Paolo Mieli, i quali ci assicurano che Noto è oggi la città italiana il cui nome maggiormente ricorre nei dibattiti cultural-artistici del globo.

foto I PHONE 4s 2015 1894Ma ciò che ha più colpito l’immaginazione e il sentire di coloro che hanno partecipato agli incontri del VI Congresso, svoltosi principalmente nel Teatro “Tina Di Lorenzo” e negli ambienti dell’Università di Noto, è stata l’immagine, emotivamente coinvolgente, di un’assemblea interetnica e interculturale, che ha acceso la fiaccola della comprensione fra tutti i popoli della terra. La contemporanea presenza di rappresentanti delle Arti Effimere, provenienti da Giappone, Tibet, Messico, Russia, Spagna, Germania, Polonia, ecc. (e naturalmente da molte regioni italiane), non ha soltanto dato all’evento uno spessore artistico unico nella sua importanza, ma, nello stesso tempo, ha chiarito il senso della globalizzazione correttamente intesa, come occasione di coesione sociale e umana senza confini artificiosi né steccati. La percezione palpitante della varietà delle etnie e dei tipi umani – gialli, bianchi, neri, biondi, rossi, olivastri ecc. –, gioiosamente riuniti in assemblea comune, si è manifestata come esplosione della ricchezza e bellezza del genere umano, unito da un comune destino di solidarietà nella speranza-certezza della fratellanza universale. Innumerevoli i riconoscimenti pervenuti a Palazzo Ducezio dopo il rientro in sede delle delegazioni, tutte entusiaste del soggiorno nella nostra città. Da questo punto di vista, con il VI Convegno Internazionale delle arti Effimere, si è celebrato nel “Giardino di pietra” un grande atto planetario di pace, che trova nell’incontro di cultura e arte il suo collante più significativo. Noto può e deve andare orgogliosa di questo successo, dimostrando – ecco la sfida che l’attende – di esserne sempre degna.

Angelo Fortuna

 

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