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Noto: 25 Aprile 2016, Festa 71° della Liberazione d’Italia.

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Noto: 25 Aprile 2016, Festa 71° della Liberazione d’Italia.
Il Sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti.

Il Sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti.

ATTIVITA’ DELLA SEZIONE UNUCI-NOTO

Noto: 25 Aprile 2016, FESTA DELLA DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA

Breve cronaca e discorso del Sindaco dott. Corrado Bonfanti.

 NOTO, 25 Aprile 2016. A Noto, oggi alle ore 10.30, in una bella ma ventosa mattinata di Primavera, la locale Sezione UNUCI  ha celebrato – con le Autorità Civili e Militari presenti – la Festa per il 71° Anniversario della Liberazione dell’Italia: una Festa “…indissolubilmente legata alla Resistenza e alla Liberazione dal giogo nazi-fascista.”, come ha giustamente sottolineato, esordendo nel suo appassionato ma lucido discorso, il Sindaco della Città, dott. Corrado Bonfanti.

Il Ten. prof. Orazio Di Rosa, il Ten. prof. Biagio Iacono, il Ten. Federico Vanni, il Cap. Alessandro Pardo, il Cap.Sabto Landi ed il Cap.Alessandro Arancio.

Il Ten. prof. Orazio Di Rosa, il Ten. prof. Biagio Iacono, il Ten. Federico Vanni, il Cap. Alessandro Pardo, il Cap. Sabato Landi ed il Cap. Alessandro Arancio.

Questi, ringraziando per l’assidua presenza  dei Soci UNUCI ed attorniato dai Consiglieri comunali Frasca, Valvo, Tardonato e Sammito, è stato salutato ed accompagnato con commossa partecipazione per tutta la cerimonia dai tre Ufficiali Comandanti della Compagnia Carabinieri Cap. Sabato Landi, della Tenenza Guardia di Finanza Ten. Federico Vanni e della 137° Squadriglia Radar Remota di Mezzogregorio Cap. Alessandro Pardo.

  La Banda Musicale cittadina, composta anche da numerosi giovanissimi, ha aperto  e chiuso con le note tradizionali degli inni patriottico-militari e dei motivi della nostra tradizione notigiana, rendendo piacevoli e solenni i vari aspetti della 71° Festa per la Liberazione dell’Italia, come quando il Primo Cittadino ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti per la Patria, oppure in diversi passaggi in cui il discorso del Sindaco ha raggiunto momenti di alto e commovente patriottismo, come i Lettori potranno giudicare dall’integrale pubblicazione qui di seguito riportata.  Unica nota che, per solo dovere di piccola cronaca, si deve lamentare è stata la mancanza di Autorità Religiose, come non mai avvenuto negli anni passati.                                                                                                                                                                                                                    Biagio Iacono

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 IL DISCORSO DEL SINDACO, DOTT. CORRADO BONFANTI:

25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA

    Autorità Religiose, Civili e Militari,  Concittadini,

è motivo di forte emozione ritrovarci in questa sede, a distanza di un anno, per partecipare alla festa del 25 aprile, indissolubilmente legata alla Resistenza e alla Liberazione dal giogo nazi-fascista. La prospettiva storica ci consente sempre più di capire come questa data fatidica esprima al più alto grado la volontà di contrasto ad ogni forma di oppressione e il recupero della fierezza e dell’identità italiana. Il tutto in un momento storico in cui una esagerata conflittualità potrebbe seminare infausti semi  di disgregazione, da esorcizzare senza indugio. La ricorrenza del 25 aprile è motivo di continua riscoperta del valore incommensurabile della libertà e dell’irrinunciabile unità e indipendenza dell’Italia, che noi tutti dobbiamo esprimere con rinnovato e concreto amore per la nostra patria italiana.

Il Cap. Corado Mazzara, il Cons Carmelo Tardonato, il Sindaco Bonfanti,il Cons. CorradoFrasca ed il Cons. Dott. Salvatore Valvo.

Il Cap. Corrado Mazzara, il Cons. Carmelo Tardonato, il Sindaco Bonfanti, il Cons. Dott. Salvatore Valvo ed il Cons. Dott. Corrado Frasca.

   Solo nella libertà e nella sana dialettica democratica, che mira alla conquista del bene comune, può esserci vera e perenne riconciliazione, che va di pari passo con l’allontanamento da astiose contrapposizioni e incomunicabilità, le quali generano soltanto incomprensioni e insani individualismi. Nella dialettica democratica pluralista e rispettosa della dignità delle persone, le ragioni dell’unità, della lealtà e dell’armonia civile superano ogni insensata tendenza all’egocentrismo, che trasforma l’avversario in nemico, quando invece è una persona con cui intelligentemente interagire per il bene comune. A questo proposito, la ricorrenza del 25 aprile è propizia per ricordarci che la Resistenza, movimento patriottico con profonde differenze politiche e sociali, ci ripropone i valori del pluralismo, perché tutti insieme, nel confronto libero, competente e rispettoso, siamo chiamati a progettare il futuro. La nostra Costituzione, fondata sulla libertà, sulla giustizia, sulla pace e sulla solidarietà, e non a caso definita “la più bella del mondo”, proprio riguardo alla libertà ci insegna che essa non è un valore acquisito una volta per sempre, ma un ideale da coltivare con cura.

Proprio grazie alla Resistenza, il popolo italiano, duramente provato dalla guerra voluta dal fascismo e dalla brutalità dell’occupazione nazi-fascista, riuscì a ricomporre il proprio tessuto sociale lacerato dall’immane conflitto e a rivitalizzare il sentimento nazionale sulla base di una rinnovata solidarietà.

unuci 8Sono queste le ragioni per cui la Resistenza, ancor oggi, a distanza di 70 anni e più, ci trasmette un messaggio di forte sollecitazione alla composizione dei conflitti per perseguire un ideale unitario di patria italiana in un mondo globalizzato e in profonda e continua trasformazione, in cui l’Italia, maestra di cultura e di umanità, di civiltà, possiede innumerevoli positività umane da proporre all’Europa e al mondo intero. In particolare, il 25 aprile è occasione favorevole per coltivare aspirazioni di solidarietà e fratellanza, soprattutto se consideriamo che ci troviamo ancora ai nostri giorni a fronteggiare una crisi economica e ancor più antropologica di straordinario spessore, anche a causa della “guerra mondiale a pezzetti”, che stiamo vivendo e del dramma dei migranti che fuggono dagli orrori bellici e dalla fame. Oggi siamo chiamati a vigilare, nell’unità, per salvaguardare i traguardi storici raggiunti dalla democrazia italiana, arginando le forze della disgregazione e della discordia, che deturpano il volto del sano e corretto sviluppo del nostro popolo. Ma siamo chiamati anche a mostrare al mondo una Italia dal volto umano che sia d’esempio all’Europa intera.

Fare propri i valori della Resistenza significa oggi battersi per gli ideali di uguaglianza reale di tutti i cittadini, per assicurare alle nuove generazioni un futuro dignitoso, per la sconfitta di ogni forma di corruzione e violenza, per un mondo migliore. La festa della Resistenza e della Liberazione, ai nostri giorni, si arricchisce dunque di nuovi contenuti. È un forte appello a prendere coscienza della necessità di una riscossa per consolidare la grande famiglia italiana a livello etico, una famiglia italiana aperta all’Europa e al mondo sulla base dei valori assoluti e indisponibili di libertà, uguaglianza, fratellanza, sempre nel rispetto del sano e costruttivo pluralismo  e dell’obiettivo primario del bene comune. Se il 25 aprile è l’evento fondante, che fa dell’Italia un popolo libero e indipendente, è doveroso un atto di riconciliazione umana che non può non partire da onori solenni resi ai Caduti di tutte le guerre. Essi vanno riuniti in un commosso omaggio ed onorati con identica umana pietà. Il loro sacrificio è pressante appello a dichiarare guerra alla guerra, guerra all’egoismo, alle ideologie di morte, alla disunione, a ogni forma di violenza per far posto alla  collaborazione, alla pace civile e al progresso in nome della uguale dignità di ogni essere umano.

È altrettanto doveroso, oggi che conosciamo, grazie a un manipolo di solerti studiosi, la vita e le opere di Mariannina Ciccone, grande e quasi sconosciuta donna netina fino al Convegno che abbiamo celebrato in suo onore il 14 e 15 novembre dell’anno scorso, renderle un particolare omaggio proprio il 25 aprile, in virtù della sua forte, commovente e vincente resistenza alla barbarie nazifascista, a cui si oppose quando, all’università di Pisa, in cui insegnava fisica, bloccò da sola alcuni gruppi nazisti penetrati nell’ateneo per depredarlo della vasta strumentazione di fisica posseduta dalla celebre università della città della torre pendente, con la quale abbiamo alcuni giorni fa stabilito rapporti di feconda collaborazione. Nel 1944, la grande scienziata netina insorse a difesa della sua università e affrontò i nazisti al grido: “Andate via o uccidete anche me”. Da oggi, il coraggio e l’immensa cultura scientifica della netina Mariannina Ciccone vengono a far parte ufficialmente della nostra storia. Da lei parte il caldo invito a essere degni di lei. Non dimentichiamolo.

Il prof. Biagio Iacono ed il prof. Orazio Di Rosa.

Il prof. Biagio Iacono ed il prof. Orazio Di Rosa.

La festa della Liberazione, illuminata da quest’anno anche dalla sua alta testimonianza, ci rafforza nella condanna senza appello di coloro che, infangando la democrazia, intendono solo moltiplicare i propri privilegi. L’adesione agli ideali della Resistenza, che Mariannina Ciccone interpretò magistralmente, impone pertanto il perseguimento di tutti i malfattori. È un imperativo categorico ineludibile.

   Celebrare il 25 aprile significa anche prendere atto delle rinnovate ragioni dell’unità nazionale, in un cammino di civiltà che porti ad una effettiva integrazione politica nel contesto di una Unione Europea dei popoli. Così intesa, l’U.E. resta conquista e ancoraggio irrinunciabile. La nostra visione non può parimenti che essere rivolta alla nostra mediterraneità, cui ci chiama la nostra posizione geografica che è, di per sé un’apertura ad una globalizzazione realmente a misura d’uomo. In verità, la consapevolezza di vivere come Nazione e come Stato nell’unità del territorio italiano, della lingua italiana e della storia nazionale, non può farci dimenticare il ruolo storico dell’integrazione nell’Unione Europea, senza la quale, a livello globale, saremmo destinati alla marginalizzazione e all’insignificanza. L’Italia unita, in una Europa sempre più integrata, può invece promuovere le autonomie locali secondo una corretta ispirazione attenta alle periferie. In tale prospettiva, il riconoscimento delle legittime autonomie potrà spingerci come Siciliani a comprendere il ruolo sicuramente non marginale della Sicilia nel contesto nazionale e internazionale, e come Netini a promuovere e incentivare con intelligenza e ampia visione strategica progetti di sviluppo facendo leva sui beni culturali e ambientali della nostra Città, dunque sulla nostra più limpida identità umana.

A questo proposito, il messaggio del 25 aprile ci sollecita verso una presa di coscienza politico-culturale unitaria, nonché verso una globale assunzione di responsabilità, sempre lungi da forme di partigianeria, per un futuro dignitoso di Noto e dei suoi Cittadini.

Via la Resistenza! Viva l’Italia! Viva Noto, Civitas Ingeniosa, capitale del Barocco! 

 Dott. Corrado Bonfanti, Sindaco di Noto

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NOTA BENE:- Tutte le foto di questo servizio sono del Cap. prof. FRANCESCO CAPODICASA  – Vicepresidente UNUCI –  che ringraziamo per la fattiva collaborazione in ogni iniziativa della nostra Sezione di NOTO.

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