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SR: rotta per Bengasi 120° luglio 1941.

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SR: rotta per Bengasi 120° luglio 1941.

SIRACUSA: ROTTA 120° PER BENGASI  “22 luglio 1941”.

Una volta a Siracusa c’era l’Idroscalo, che era stato realizzato durante il ventennio fascista, per collegare Tripoli a Roma con una sosta intermedia presso la città aretusea. Mussolini, volle aggiungere alla struttura aeroportuale civile, gestita dall’Ala  Littoria (l’odierna Alitalia n.d.r.), una militare.

IL FATTO – Nel secondo evento bellico l’Idroscalo fu utilizzato come punto nevralgico per i collegamenti con il Nord Africa, ma un fatto che accadde il 22 Luglio 1941 rimarrà per sempre avvolto nel mistero. Un aereo civile dell’Ala Littoria, un idrovolante con quattro persone d’equipaggio e due Ufficiali del Regio Esercito, che recavano plichi segreti da consegnare a Bengasi, fu abbattuto.

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Dal telegramma n 4383, decifrato lo stesso 22 luglio 1941/XIX dal Ministero dell’Interno, apprendiamo che un <<…apparecchio civile Ala Littoria partito ore 12 da Siracusa per Bengasi è stato assalito dopo 12 minuti di volo da velivolo nemico che lo ha mitragliato più volte incendiandolo. Dell’equipaggio si sono salvati primo e secondo pilota raccolti da peschereccio Regia Marina che incrociava nella località, mentre sono deceduti motorista et marconista. Viaggiavano su apparecchio due ufficiali R. Esercito colpiti e deceduti. Delle quattro salme è stata recuperata et condotta a Siracusa soltanto quella motorista. Prefetto Massa .>>s11

Nella relazione del Com/te Annibale Pecoroni c’è la conferma del fatto che l’aereo era partito da Siracusa pilotato da lui e dal suo secondo M.llo Aldo Gabucci, che l’equipaggio era pure formato dal  S.Ten. Bruno Ziccon e dal Sergente. Magg.  Cristoforo Zevola  e che i due ufficiali del R.E. erano il Cap. Agostino Tagliaferri ed un Tenente; l’aereo, inoltre, recava pure un carico di merci per il Nord Africa.

Il volo era iniziato da dodici minuti con rotta 120° quando un aereo nemico inglese, del tipo Blenheim, eseguì un mitragliamento di coda, causando perdite di carburante. Il Com/te Pecoroni  allora decise di ammarare per avviare le eventuali riparazioni e prevenire un possibile incendio. Allo stesso tempo erano state inviate segnalazioni per il soccorso. L’aereo nemico però dopo poco tempo ritornò e riprese il mitragliamento. Il S.Ten Ziccon veniva colpito a morte e pure i due passeggeri. I tre sopravvissuti si lanciarono prontamente in acqua, dato che l’aereo si stava incendiando, senza poter avere la possibilità di utilizzare il battellino. L’ultimo mitragliamento ai naufraghi fu fatale per il motorista Zevola. I relitti dell’aereo furono utilizzati dai due sopravvissuti per attendere i soccorsi che poi sarebbero giunti con il peschereccio ”Alba3”. Le ricerche dei corpi, produssero soltanto il ritrovamento del Sgt. magg. Zevola. Alle ore 14 un apparecchio Cant Z 506 della 612^ Squadriglia Soccorso di Siracusa, pilotato dal S.Ten. Mario Mancino  e dal Sergente Magg. Enzo Borghese ammarava nei pressi del moto-veliero. I due superstiti furono imbarcati e la salma di Zevola fece rientro con l’Alba 3. L’ammaraggio a Siracusa avvenne alle 15,30. Tutto il materiale di carico e i plichi segreti andarono distrutti nell’incendio e affondarono.s22

NOTA  A  MARGINE:  La descrizione di quegli avvenimenti, ci fa riflettere molto sugli aspetti controversi della Seconda Guerra mondiale e lascia spazio a molti interrogativi che probabilmente non avranno mai una risposta.

Il primo quesito che potremmo porci è: come faceva un aereo nemico a trovarsi in quel luogo, considerando che provenendo da Malta non aveva un’autonomia per volare a lungo, in attesa di una possibile preda? Secondo quesito: come mai il nemico dopo avere abbattuto l’idrovolante continuò a mitragliare il personale, dato che l’aereo era ormai distrutto. Forse non si voleva che ci fossero sopravvissuti?

Terzo quesito, che è il più importante di tutti: i carteggi, quello del telegramma decifrato, inviato al Ministero dell’Interno, alla Direzione Generale P.S. alla Direzione Generale Protezione Antiaerea e la relazione del Comandante pilota, fanno riferimento a documenti segreti custoditi dai due Ufficiali del R.E. Chi altri ne era a informato? Qui scaturirebbe un quarto interrogativo: come mai i due militari si servirono di un aereo civile per il trasporto di materiale riservato? Dobbiamo ricordare che Rommel, dal febbraio dello stesso anno, era giunto in Libia cambiando gradualmente le sorti del conflitto a favore dell’Asse. Il 19 luglio il gen. Italo Gariboldi era stato sostituito da Ettore Bastico (soprannominato da Rommel Bombastico) mentre Tobruk, occupata dagli inglesi, era assediata dalle forze italo-tedesche. Churchill era al massimo dell’esasperazione per gli insuccessi che si erano verificati su quel fronte. Quei plichi segreti avrebbero potuto compromettere maggiormente la nuova situazione bellica?

Con ogni probabilità si potrebbe presumere che l’informazione sui documenti segreti sia partita da Roma e che da Siracusa si segnalò l’ora del decollo dell’aereo. Il resto lo fece il Blenheim inglese. Concludiamo con le parole di un poeta rimasto anonimo : “ Anche se ti sembra di avere capito una cosa/ dubita e non dar tregua./ Dubita di tutto ciò che sembra bello e vero./ Chiediti sempre: A quale scopo? ”.

Magg. Me C.M. C.R.I. in c/do Alberto Giammanco

(N.B.: fonti storiche da  Atti Gabinetto Prefettura di Siracusa, 1941)

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