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Noto: “All’ombra dei fiori di jacaranda”

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Noto: “All’ombra dei fiori di jacaranda”

    LEGGERE E’/E UN GUSTO:

Noto: “All’ombra dei fiori di jacaranda” 

logo LEGGERESi è svolto, nella sala di lettura della Biblioteca “Principe di Villadorata”, il secondo appuntamento con l’iniziativa “Leggere è/e un gusto”, a cura della ProcivArci Noto, patrocinata dal Comune di Noto, Assessorato alla Cultura, e con la collaborazione della libreria Liber Liber. Protagonisti ieri sono stati il libro di Rosalba Perrotta “All’ombra dei fiori di jacaranda” e il ristorante “Il Cantuccio” di Gianluca Rubino e Valentina Morana, insieme con i vini dell’Azienda Planeta. Ancora una volta un successo in termini di proposta letteraria e di connubio, in questo caso, con i dolci. “Un romanzo corale dove la protagonista Arabella è la voce solista”, ha spiegato nella presentazione Barbara Spatola. “La sua storia cattura dalla prima all’ultima pagina – ha sottolineato Giusi Farina curatrice della rassegna -. Tanti sono i messaggi che attraverso il racconto l’autrice lancia al lettore”. Spunti di riflessioni, luoghi e mode della Sicilia dagli anni ’40 agli anni ’90, un arco temporale dove tante cose sono successe ed in cui ogni lettore può rivedersi e ricordare. Questo libro ci ha rivelato una nuova voce nel panorama letterario siciliano, che riesce a proporre la nostra Terra in maniera nuova ed in trasformazione, attraverso il percorso di vita di Arabella, rimasta orfana a soli sei anni, e della zia Colomba, ricchissima donna catanese già vedova in giovane età e dedita ai viaggi.

foto leggere e un gusto Perrotta

“L’idea di questo romanzo nacque da una semplice immagine – racconta la scrittrice Rosalba Perrotta, al suo quarto libro, due romanzi e due saggi di sociologia-. Una bambina con l’espressione triste davanti al cancello di una villa. Da qui le domande, le risposte e la costruzione dell’intera storia, come una sorta di ragnatela di immagini che alla fine ha dato il disegno completo. Ho dato alla bambina la mia stessa età per poter meglio narrare i fatti storici di quegli anni, io vedo, infatti, il romanzo come una scatola dove mettere le cose per non dimenticarle”. Ecco perché in questa storia ritroviamo giochi e tradizioni tipiche della nostra terra: il battesimo delle bambole, la festa dei morti, i modi di dire, i piatti tipici ed insieme a questo anche le difficoltà che una persona con handicap viveva, come Arabella, rimasta zoppa nell’incidente dove erano morti i suoi genitori. In questo libro c’è un messaggio di libertà in una storia della quotidianità, sin dalla scelta del titolo: la jacaranda è una pianta con i fiori azzurri e viola,originaria dell’Argentina, fiorisce tra maggio e giugno, ed è simbolo di rinascita ma anche di adattamento. E la stessa scrittrice ne ha un esemplare proprio fuori dalla finestra del suo studio. Una chiacchierata piacevole dove si è avuto modo di incontrare la scrittrice, conoscere i particolari del libro protagonista, conducendoci all’interno della storia ma senza svelarne completamente la trama per lasciare al futuro lettore il piacere della scoperta. Alla fine, poi, il momento di convivialità grazie al ristorante Il Cantuccio che seguendo l’ispirazione dal libro ha preparato una degustazione di dolci, dai profumi e dai sapori propri della nostra terra; a base, dunque, di mandorla, di ricotta, di arancia e con marmellate fatte con le antiche ricette artigianali. Il tutto accompagnato dai vini dell’Azienda Planeta. L’occasione è stata propizia per salutare il 2014 e darsi appuntamento a gennaio 2015 con il terzo appuntamento di “Leggere è/e un gusto”.

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