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Noto: chiude la Mostra di Oleg Supereco.

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Noto: chiude la Mostra di Oleg Supereco.

CHIUDE LA MOSTRA “ARS IMAGO MUNDI” DI OLEG SUPERECO


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Domenica 14 settembre sarà l’ultimo giorno per la mostra personale del maestro Oleg Supereco “Ars Imago Mundi”, ospitata dallo scorso 10 di maggio al Convitto Ragusa. Il pittore russo è l’Artista che ha affrescato la cupola ed i pennacchi nella ricostruita Basilica di San Nicolò, tornata dal 2007 al suo antico splendore, dopo il terribile crollo del 1996. La mostra ha, dunque, significato un particolare momento, ben quattro mesi, dedicati all’Artista.

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Nelle tre sale sono esposte, e visitabili sino a domenica, oltre cento opere del maestro Supereco, fra dipinti e disegni di arte sacra, paesaggi e ritratti. Un legame molto forte quello tra il pittore e la città di Noto, rinsaldato anche dai tanti rapporti personali nati nei due anni di lavoro in Cattedrale.

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“Sono molto soddisfatto della mostra organizzata qui a Noto, la prima personale così lunga e la seconda in Sicilia- dichiara Oleg Supereco rientrato da qualche giorno a Noto-. Devo ringraziare il Sindaco Corrado Bonfanti, la sua Amministrazione, la curatrice della mostra Giovanna Cannata, Giuseppe Floridia per l’allestimento, i volontari dell’Auser per l’accoglienza quotidiana, e quattro mesi sono davvero tanti. Sono felice per la risposta in termini di presenze e i riscontri. Adesso ultime ore e poi si passerà a nuove esperienze, ma resterò sempre legato a questa Città e sicuramente tornerò spesso, da turista”.

Nello spazio espositivo è possibile acquistare anche diverse stampe originali dell’artista e ben due libri, uno proprio sul progetto Cattedrale, curato dal Real Circolo Francesco II di Borbone.

20140510_191204“Il bilancio di chiusura della mostra di Oleg Supereco è senza dubbio molto positivo. – questo il commento a chiusura della mostra dell’Assessore alla Cultura Cettina Raudino- Aver ospitato nella nostra città questo autentico talento, che esprime un mondo interiore complesso , sintesi fra l’Oriente ortodosso e l’occidente Cattolico, avvalendosi di una grande padronanza tecnica, è stato un coraggioso passo avanti verso il consolidamento di quella dimensione che fa di Noto una città d’arte, non solo per la bellezza del suo ricchissimo patrimonio culturale ma anche perchè crocevia di ingegni  che la scelgono come meta a misura di artista . Tanti i visitatori, entusiastici gli apprezzamenti, e nutrita la rassegna stampa che ci conferma la notevole eco  che questa mostra ha avuto.

Oleg_Supereco_Noto_01L’introduzione del biglietto una novità che  adotteremo stabilmente per le mostre più importanti e con un maggior richiamo di pubblico. Poco alla volta è giusto che ci si abitui a versare anche una quota minima per la fruizione dell’arte e della cultura. E’ ampliando l’offerta di spazi musealizzati o allestiti adeguatamente per ospitare grandi mostre come questa che la Cultura può davvero diventare il cardine del nostro sviluppo economico”

                                   Emanuela  Volcan

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La Bellezza è Essere

Già il titolo della Mostra “Ars Imago Mundi” invita sia alla sacralità dell’arte sia all’immagine del Sacro. Noto, in particolare, con questa mostra realizza un vero e proprio accostamento di segno tra arte, molto spesso ritenuta estranea allo spirito, e il racconto del sacro. Volutamente religiosa, ma con forti rappresentazioni simboliche specifiche e marginalmente descrittive della vera anima dell’Autore Oleg Supereco.  Appare evidente scorrendo le sale il “manierismo” di bottega e l’eccessiva presenza dell’autoritratto come ad imitare, nello studio, il Maestro, del quale possiede pari e indubbie capacità espressive con la variante delle declinazioni cromatiche dovute all’uso moderno dei colori.

20140510_191219È un pittore fuori da questo tempo, portatore infatti di una bellezza altrettanto estranea alla modernità, ma non universale, che consente una contemplazione altrettanto discostata dalle problematiche dell’Arte moderna. Un vaso Etrusco riprodotto, e non già l’ammonitore delle gioventù odierne incapaci di: “La cosa più grave – dice Oleg Supereco –  è che i giovani non sono più in grado di vedere la bellezza. Non riescono più a “leggere” la bellezza di un semplice dipinto del ‘400 o ‘500. Sembrano tutti arabi che, guardando queste opere, non sanno più che cosa siano. (cit.)”. La bellezza della Figura umana, dell’Architettura, delle vicissitudini umane, della stessa Natura è attualizzata perché è capace di modificare i canoni e gli intenti e non soltanto dei valori occidentali. Che mondo sarebbe se i “valori” espressivi rimanessero sempre gli stessi, a cosa sarebbero serviti la rivoluzione Francese prima ed il crollo del muro di Berlino poi? Costituiscono “bellezza” o “degrado” i mutamenti e rivolgimenti sociali e di popoli che quotidianamente si consumano.

LA PENTECOSTE di Oleg Supereco nella Cupola della Cattedrale. ( foto Salvo Cataneo dal libro di Biagio Iacono "NOTO,la Cattedrale dalle Origini ad Oggi" IV Edizione 2014, fra poco in libreria.

LA PENTECOSTE di Oleg Supereco nella Cupola della Cattedrale. ( foto Salvo Cataneo dal libro di Biagio Iacono “NOTO,la Cattedrale dalle Origini ad Oggi” IV Edizione 2014, fra poco in libreria.

I Patrimoni Archeologici, Storici, Monumentali, Naturalistici unitamente al rispetto della “persona” rappresentano i nuovi parametri della bellezza: il favorirne la conservazione, la salvaguardia e fruizione dovrebbe rieducare le genti e renderli consapevoli delle responsabilità generazionali cui siamo chiamati. Questo è il messaggio che ho colto nell’opera di Oleg Supereco, che ringrazio per le sue doti e plaudo alla sensibilità di questi amministratori (giovani) per averne permesso la fruizione.

                                                                                                            Sebastiano Monello

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OLEG SUPERECO nasce a Mosca nel 1974. Frequenta il  Liceo artistico e poi l’Accademia di Belle Arti della capitale russa, dove segue il corso di pittura del famoso maestro Ilja Glasunov, laureandosi a pieni voti nel 1999. Grazie a una borsa di studio lo stesso anno viene in Italia, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e nel 2004 si laurea con il massimo dei voti, suo correlatore il compianto Rev. Carlo Chenis, allora Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Oleg Supereco ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive, in Italia e in Russia.

Cupola e Pennacchi affrescati da Oleg Supereco in Cattedrale. (foto Salvo Cataneo tratta dal libro del prof. Biagio Iacono  di cui sopra.)

Cupola e Pennacchi affrescati da Oleg Supereco in Cattedrale. (foto Salvo Cataneo tratta dal libro del prof. Biagio Iacono)

 La prima personale in Italia nel 2000 a Mogliano Veneto , nel 2004 partecipa a Giovani Artisti disegnano il Sacro al Museo Stauròs di San Gabriele, nel 2004 e nel 2007 partecipa alla I e IV edizione di Venite Adoremus  nella Chiesa degli Artisti a Roma, nel 2005 è presente alla 51^ Biennale di Venezia,  nel 2009  inizia  il ciclo di affreschi per la Cattedrale di Noto che completa nel 2010, nel 2012 Un pittore russo in Italia, personale al  Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma, nel 2013 Nel segno del Sacro al Museo Diocesano di Catania.

Oleg Supereco è un artista di prima grandezza, la sua creatività febbrile, già prodigiosa per la sua giovane età, abbraccia ogni tecnica. Le sue opere si ispirano ad un realismo classico e simbolico, dove affiorano tratti distintivi capaci di una felice sintesi della tradizione orientale con quella occidentale. I soggetti preferiti sono le scene di ispirazione sacra, i ritratti e i paesaggi della Russia e dell’Italia, in particolare di Venezia. Attualmente l’artista vive e lavora a Casale del Sile (TV).

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