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Noto: Cronaca Inaugurazione Vetrata dell’Immacolata.

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Noto: Cronaca Inaugurazione Vetrata dell’Immacolata.

 

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IMMACOLATA Infiorata Natale 1983

    Noto: Inaugurata la nuova Vetrata artistica

nella Chiesa di San Francesco alI’Immacolata.

 NOTO, 13 Settembre 2014 – Venerdì 22 Agosto u.s. alle ore 19.00, presso la Chiesa di S. Francesco all’Immacolata di Noto ha avuto luogo una semplice ma significativa cerimonia d’inaugurazione della nuova artistica Vetrata istoriata raffigurante “L’Immacolata con San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova”, opera del palermitano arch. Roberto Alabiso.

Installata nel finestrone  centrale della facciata ai primi del mese d’Agosto 2014, l’opera misura cm. 160 x 280 ed è stata realizzata nei laboratori dell’Opificio delle Arti di Palermo con la tecnica tradizionale della vetrata piombata, con pitture a base di ossidi, cotte a gran fuoco, che consentono una durata dei colori e delle pitture illimitate nel tempo.

La messa a punto è stata effettuata inserendola in un telaio di ferro appositamente costruito con profilati in ferro zincato e verniciato con smalto di colore grigio antracite, e proteggendola sul lato esterno con un vetro di sicurezza antinfortunio da 6/7 mm.

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Col Sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti, con il Vicario Generale Mons. Angelo Giurdanella in rappresentanza del Vescovo Mons. Antonio Staglianò, assente per cause di forza maggiore e con Don Ottavio Ruta erano presenti la dott.ssa Carmela Vella, in rappresentanza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, il nuovo Comandante della Compagnia Carabinieri, Cap. Sabato Landi, varie Autorità locali, il pubblico delle occasioni non mondane con tantissimi Fedeli della Parrocchia e della città, e molti ex Soci della GIAC parrocchiale già Allievi del P. Giorgio Leone OFM Conv., accorsi al suo fianco, i quali lo ricordano ancora come il primo Superiore e Parroco alla riapertura del Convento francescano, allorquando nel 1953 i Frati Conventuali ritornavano a Noto dopo circa 90 anni d’assenza.

03Alla cerimonia religiosa – presenziata da Don Ottavio Ruta ed officiata dall’attuale Parroco P. Angelo Busà OFM Conv.(nella foto qui a fianco col P. Giorgio Leone), – sono seguiti i brevi interventi dell’artista Roberto Alabiso sui motivi ispiratori della sua opera, della dott. Carmela Vella Dirigente Unità Operativa Beni storico-artistici Soprintendenza BB. CC. SR sulle difficoltà tecnico-burocratiche superate per l’installazione della vetrata, del dott. Corrado Bonfanti Sindaco di Noto che ha salutato calorosamente l’iniziativa come segno importante della fattiva collaborazione fra l’A.C. e la Parrocchia egregiamente oggi guidata dal Parroco Busà: infine, il “Grazie” più sentito e commosso del P. Giorgio Leone O.F.M. Conv., che ha progettato e promosso una così straordinaria iniziativa, ha chiuso la prima parte dell’inaugurazione. Mentre su alcuni interventi ci riserviamo di tornare in altra sede, se possibile, nel suo caloroso ringraziamento il P. Giorgio Leone esprimeva la sua soddisfazione per avere finalmente realizzato un suo antico sogno: questa artistica e simbolica vetrata che vuole indicare ai cittadini e ai turisti il messaggio e la missione di questa monumentale Chiesa francescana.

18<< La raffigurazione della Vergine Immacolata, che si ispira alla seicentesca statua proveniente dall’antica Noto, – affermava P. Leone – vuole indicare ai Netini e a quanti a Lei volgono lo sguardo la sua perenne missione di Madre e Maestra di santità, già sancita fin dal 1624 con il cosiddetto “voto sanguinario” emesso dal Senato locale, che giurava di difendere il mistero della sua “Concezione senza peccato originale” fino allo spargimento del proprio sangue, ancor prima che Pio IX lo proclamasse dogma di fede l’8 dicembre del 1854. Il rito del “giuramento di fedeltà”, ripreso con il ritorno a Noto dei francescani conventuali nel 1953, viene rinnovato ogni anno a nome del Popolo dal Sindaco e dalla Giunta Municipale come costante testimonianza di fede e di pietà all’Immacolata, proclamata Compatrona della Città.

La presenza nella vetrata, ai lati della Vergine Immacolata, di San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio di Padova vuole esprimere la profonda pietà mariana dei due grandi santi e, soprattutto, la loro missione nella Chiesa netina: del Poverello di Assisi, messaggero di pace e di bene e del Santo dei miracoli, messaggero di amore e di carità. Da oggi – concludeva P. Giorgio Leone – questa Chiesa non solo si arricchisce di un’altra preziosa opera d’arte, ma ancora una volta dall’alto del suo monumentale prospetto, la luminosa presenza dell’Immacolata e dei due Santi invita quanti rivolgono lo sguardo ad ispirarsi al loro grande messaggio di amore e di pace.>>

L'arch. Roberto Alabiso

L’arch. Roberto Alabiso

 

Dopo un caloroso applauso del numeroso pubblico presente, che ha voluto esprimere ancora una volta il suo apprezzamento e il suo grazie per questa realizzazione, il P. Leone ha concluso ringraziando il Parroco P. Angelo Busà e il dott. Salvatore Maiore, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, Beatrice Basile e Carmela Vella, rispettivamente Soprintendente ai Beni Culturali di Siracusa e Dirigente responsabile Unità operativa dei Beni storico-artistici per la loro generosa disponibilità, Biagio Iacono, Vincenzo Bufalino, Antonio Cotelli, Salvatore Perna e tutti gli altri ex-Giovani della Parrocchia che hanno organizzato con vero intelletto di amore la solenne manifestazione inaugurale.

Il Coro de "I Piccoli Cantori di S. Francesco" diretti dal M° Orazio Bruno

Il Coro de “I Piccoli Cantori di S. Francesco” diretti dal M° Orazio Bruno

 

Infine,la seconda parte della serata si è piacevolmente conclusa con l’esecuzione, straordinaria ed accattivante oltre ogni aspettativa, del Concerto dei “Piccoli Cantori di San Francesco” della Città di Ferrara, diretto dal M° Padre Orazio Bruno O.F.M. Conv. che hanno letteralmente affascinato il folto pubblico ancora presente, “inchiodandolo” a partecipare gioiosamente alle numerose esibizioni previste dall’ampio e variegato programma eseguito.

NOTA  A  MARGINE

A margine della nostra essenziale cronaca sull’inaugurazione dell’artistica Vetrata di Roberto Alabiso, raffigurante “ L’Immacolata con San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova”, ci sia consentito aggiungere brevi cenni storico-architettonici sulla Chiesa e sul relativo Convento in questione.

Dagli studi del P. Filippo Rotolo O.F.M. Conv., recentemente scomparso, che nel 1978 ha pubblicato un intero prezioso libro su tutto il monumentale complesso di questa Chiesa e del Convento, sappiamo che i primi lavori per la fondazione di essa risalgono al 1698, anche se è preferibile la data 1711 incisa sull’architrave della porta laterale di accesso alla sacrestia, mentre quelli di costruzione in elevazione si protrassero con fasi alterne sino al 1734 e si conclusero nel decennio 1740/50-52.

IMMACOLATA Piazzetta prima del 1920

IMMACOLATA Piazzetta prima del 1920

 

Il tutto fu progettato dall’arch. Rosario Gagliardi (Siracusa,1690-Noto1762) e costruito sotto la sua direzione certamente sino al primo ordine o piano d’ingresso: la Chiesa, infatti, per l’identica matrice stilistica ne ricorda tante altre dello stesso Artista diffuse in Val di Noto, come quella netina di S. Maria dell’Arco nel suo portale che ai lati presenta due belle libere colonne tortili, mentre qui sono libere e rette ma sapientemente intarsiate.

Se in questa facciata di San Francesco all’Immacolata escludiamo la grande finestra centrale del Gagliardi – molto somigliante anche a quella della sua Chiesa di S. Domenico – è possibile, nonché verosimile, attribuire il restante completamento di essa al netino architetto Vincenzo Sinatra (Noto,1707-1787) proprio per la schietta “linearità” francescana che emerge nel confronto del proseguimento costruttivo fra il primo ed il secondo ordine anche per quanto riguarda il Convento.

Attivo e fidato “alter ego” del Gagliardi, il Sinatra diresse molti dei lavori interni alla Chiesa e maggiormente dell’attiguo Convento, ma soprattutto fu anche il suo più stretto collaboratore in quasi tutte le opere del nostro Centro Storico: gli successe direttamente nella carica di Architetto della Città e diventò suo nipote acquisito quando, vedovo, si risposò con una figlia della di lui sorella. Sappiamo, infine, che fu designato dallo stesso Gagliardi quale suo esecutore testamentario.

Superata la Porta Ferdinandea, noi qui siamo già immersi nel cuore del Centro Storico di Noto quando, quasi come un colpo di fulmine, ci appare l’inattesa e molteplice bellezza di questa antica Piazzetta dell’Immacolata, sulla cui areadetta una volta Piano di S. Francesco – s’affacciano incrociandosi tre grandiosi complessi monumentali: la Chiesa col Convento di S. Francesco all’Immacolata sull’alto d’una magnifica scalinata, la Chiesa e il Monastero di S. Chiara ed il lato sud-orientale del Monastero del SS. Salvatore che insieme s’affacciano sul “Cassero” o C.so Vittorio Emanuele II.

SANTA CHIARA NOTO 006

Quest’area, ancor oggi, sorprende non solo noi ma anche il turista più distratto per la grande suggestione che suscita il sublimarsi di cotanta straordinaria Architettura “condensata” in un così limitatissimo spazio: nessuna meraviglia quindi se, con l’opera di Roberto Alabiso, alla Bellezza architettonica del luogo si aggiunga ora la Bellezza pittorica di questa magnifica vetrata, che si ispira alla statua lignea dell’Immacolata posta nella Cappella sopra l’altare maggiore, attribuita per tradizione allo scultore Antonino Monachello (1564), e che – tra legittimi dubbi – viene ritenuta essere quella stessa ritrovata intatta dal Padre Guardiano Filippo Tortora fra le macerie del terremoto 1693 nell’omonima Chiesa di S. Francesco a Noto Antica.

L’Artista si è ispirato a questa ormai famosa statua, che ancor oggi si venera, ma associando ai lati dell’Immacolata gli stessi due Santi “presenti” da oltre due secoli in questa Chiesa: S. Francesco e S. Antonio, ai quali sono dedicati le due straordinarie Cappelle laterali con le due grandi tele ad olio:“ L’estasi di S. Francesco” e “S. Antonio che predica ai pesci”, opere attribuite per tradizione ad Olivio Sozzi(1690-1765), l’artista- pittore che operò e morì nella Basilica di S. Maria Maggiore ad Ispica (RG).

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In conclusione: un unico “filo” cristiano-cattolico s’esprime efficacemente in questa bellissima Vetrata – da San Francesco a S. Antonio – nell’intatta tradizione storica al culto dell’Immacolata come l’attiva presenza dei Francescani, che nella Fede e nella Carità hanno sempre onorato Noto ed i suoi Cittadini.

Biagio Iacono

NB: Le foto della serata e vetrata sono di P. Daniel O.F.M. Conv. ,       le altre sono tratte da: ” NOTO, le Chiese del Cassero: l’Immacolata  un volumetto di B. Iacono in fase di redazione.

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