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Noto: Sulla “Cittadinanza onoraria” a Don Pedro di Borbone.

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Noto: Sulla “Cittadinanza onoraria” a Don Pedro di Borbone.

Noto – Cittadinanza Onoraria al Principe Don Pedro di Borbone

 di  Angelo Fortuna

La capitale del Barocco prepara un futuro solidale e fraterno - Tutto iniziò il 22 aprile 2012 allorché Noto fu meta di un’ottantina di dignitari e membri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, che fa capo a S.A.R. il Principe Don Carlos di Borbone, Infante di Spagna e Capo del Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Impossibilitato a presenziare, Don Carlos fu allora rappresentato dal figlio primogenito il Principe Don Pedro di Borbone Due Sicilie, Infante di Spagna, Gran Prefetto e Balì Gran Croce del suddetto Ordine. In quella occasione Don Pedro ricevette dal sindaco dott. Corrado Bonfanti, dalla Giunta, dal presidente del Consiglio comunale dott. Corrado Figura e dai consiglieri un caloroso benvenuto in stile netino. Accolto alla Porta Ferdinandea, fu accompagnato alla Basilica-Cattedrale, ove ebbe luogo la solenne celebrazione annuale del Pontificale di S. Giorgio martire, patrono dell’Ordine Costantiniano, con cui si solennizza il momento più significativo della vita associativa dell’Ordine stesso. La scelta di Noto fu dettata dalla fama crescente del Giardino di Pietra.

CATTEDRALE ed ELSA 19 Marzo 2014 012Subito dopo la celebrazione, Don Pedro fu accolto dal sindaco nella sala di rappresentanza di palazzo Ducezio. Nel corso del breve incontro, il Principe, cui spetta il titolo di Duca di Noto, ringraziando per le attestazioni di benvenuto, evidenziò nel suo saluto finale “lo spessore e la caratura umana” dell’accoglienza ricevuta. Don Pedro, catturato dalla bellezza di Noto, promise un suo ritorno a breve scadenza. Amore a prima vista, insomma.

Da allora, le relazioni, lungi dall’interrompersi, si sono intensificate culminando nelle splendide due Giornate del 15 e 16 marzo, durante le quali il Principe, accompagnato dalla consorte Principessa Sofia, dal figlio maggiore Jaime di Borbone, dalla zia, Principessa Teresa, e da molti dignitari e membri del Sacro Ordine Militare Costantiniano di S. Giorgio, ha avuto modo di meglio conoscere Noto e di ricevere la Cittadinanza Onoraria, deliberata all’unanimità, su proposta del sindaco, dal Consiglio comunale. Tra i momenti più vibranti delle due Giornate, che hanno acceso i riflettori su Noto, dato di fatto rilevante per lo sviluppo turistico, economico e culturale, segnaliamo la cerimonia di scoprimento di una lapide commemorativa della visita di S.A.R. Don Pedro, che si è svolta nel primo pomeriggio del 15 marzo presso l’Arco Ferdinandeo.

Subito dopo la cerimonia, il sindaco Bonfanti ha chiarito come lo scoprimento della lapide aggiunga un ulteriore tassello all’identità umana dei Netini. Forti di un passato prestigioso, essi non intendono adagiarsi nella mera contemplazione, ma vogliono cogliere con determinazione le opportunità utili per l’irrinunciabile crescita civile, economica, culturale e umana. La presenza di Don Pedro – ha aggiunto il primo cittadino -  nella misura in cui Egli esprime fedeltà agli ideali di volontariato sociale e di attenzione agli ultimi, è un potente valore aggiunto che ci apre all’impegno solidale infaticabile per l’avvenire della Città d’oro.STATUA FERDINANDO II

Puntuale e significativa la successiva cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria a Don Pedro, che si è svolta, nel tardo pomeriggio del 15 marzo, presso il teatro comunale “Tina Di Lorenzo”. Ivi, il presidente del Consiglio comunale, dott. Corrado Figura, attorniato dai consiglieri, ha letto le motivazioni che hanno indotto l’organo municipale al conferimento della Cittadinanza Onoraria. Ha messo in luce, quindi, le ragioni storiche che ne sono alla base, citando in particolare il suo avo, Ferdinando II, che, nel 1837, elevò Noto al rango di capovalle, che ricopriva fin dal periodo arabo e di cui era stata ingiustamente privata.

Intervenendo a sua volta, il sindaco ha collocato la felice occasione della Cittadinanza Onoraria a S.A.R. Don Pedro di Borbone, Duca di Noto, nel quadro della internazionalizzazione dei rapporti culturali, economici e sociali, tramite i quali Noto si inserisce sempre più in una vasta rete di relazioni, anche allo scopo di rispondere alle sfide della modernità. “Potere annoverare Don Pedro tra i nostri concittadini – ha concluso – significa anche espandere la nostra realtà di comunità mediterranea in direzione del nobile popolo di Spagna per inaugurare una stagione di nuovi interessanti processi storici. Don Pedro, anche per il ruolo di assoluto prestigio che riveste in seno all’Ordine Costantiniano, testimonia inoltre gli ideali di fraterna attenzione al prossimo, indicando la via del volontariato civile per combattere le forme di povertà che la crisi in cui ci dibattiamo ha moltiplicato”.

PORTA REALE in POLIOREAMA  PITTORESCO 1843La Giornata conclusiva della visita del Duca di Noto, il 16 marzo u.s., si è svolta nella cornice della Basilica del SS. Salvatore con un solenne Pontificale officiato da mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, che, complimentandosi, all’omelia, con Don Pedro e Donna Sofia, giovani genitori di ben sei figli, quattro maschi e due femmine, ha denunciato gli effetti perversi del declino demografico dell’Occidente, in cui si va perdendo “l’umano dell’uomo”. “L’egoismo che ne è a fondamento – ha aggiunto il presule – rischia di disperdere il divino che è costitutivo dell’umano”. Nel ribadire come in ogni persona splenda l’immagine di Dio, Mons. Staglianò ha invitato a declinare la parola magica, amore, che ci rende belli e significativi: “Siamo tutti mendicanti d’amore”.

C’è da augurarsi che i Netini innamorati della loro città recepiscano la pluralità di messaggi veramente umani, che sono emersi nel corso di queste due Giornate, ricche di auspici per una comunità cittadina solidale, che trovi nell’unità di intenti la forza per rispondere alle sfide dell’avvenire.

Angelo Fortuna

 

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