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LETTERA APERTA A STEPHEN TOBRINER

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LETTERA APERTA A STEPHEN TOBRINER

LETTERA APERTA A STEPHEN TOBRINER

IN MARGINE ALLA MOSTRA SULL’ARCHITETTO ROSARIO GAGLIARDI(1690-1762)

 Caro Stefano,

                                  mentre mi scuso se rivendico – da troppo tempo inutilmente –  NON una mia primogenitura come Autore ma la mia presenza almeno come EDITORE, con proprio denaro, nonché DIRETTORE DELLA RIVISTA NETUM dall’Ottobre 1975 – giovanissimo Giornalista all’Albo delle Riviste Scientifiche e di Cultura nel 1976 – fino al tuo “arrivo” da scrittore – nel 1982 dell’edizione inglese e nel 1989 di quella italiana  – con la tua straordinaria e fondamentale GENESI DI NOTO.

    Io ho, da sempre, RICORDATO  ed ancora HO L’OBBLIGO MORALE di non tacere, se si dice o si fa capire che, quasi quasi, a Noto c’era UN DESERTO culturale anche in merito al BAROCCO, prima del tuo “arrivo”e per questo ho l’obbligo di far ricordare i miei COLLABORATORI che sono stati i tuoi ed i miei Maestri!

Ti basterà consultare in merito LA RACCOLTA IN DUE GRANDI VOLUMI DELLA MIA RIVISTA NETUM (1975-1985) che trovi in Biblioteca Comunale, oppure venire qui, alla Zisola, sulla mia collina da dove in un’antica casa dell’Ottocento contemplo la NOTO MIA di questo primo Duemila, senza restarne ai margini se dopo NETUM e dopo LA GAZZETTA DI NOTO(1988-2011: anch’essa in Biblioteca) ho aperto un nuovo giornale www.valdinotomagazine.it ove spero  poter inserire i miei scritti ma specialmente quelli dei miei Collaboratori di questi ultimi…40 e più anni di Editoria, se pensi che con GAETANO PASSARELLO ho esordito come Editore nel 1972 pagandomi le spese di stampa de LA CARCARAZZATA!

Per dimostrarti quanto e come io ti abbia sempre ricordato e citato, ti allego in PDF il volumetto NOTO, la CATTEDRALE dalle Origini ad oggi del giugno 2007, nel quale anche da me sei stato riconosciuto MAESTRO negli studi su Noto ma nel quale SPESSO SOTTOLINEO l’amarezza dell’essere io – per la mia libertà di pensiero – stato sempre tenuto ai margini culturali nella ricostruzione della Cattedrale, pur avendone da anni denunciato l’imminente catastrofe.

Col mio intervento all’Archivio di Stato, sabato 23 Marzo u.s. in margine al tuo “ricordo netino”,  ho voluto ancora una volta sottolineare che NEL GIARDINO DI NOTO  NON C’ERA ALCUN DESERTO ANCHE IN MERITO AGLI STUDI SUL BAROCCO, e che l’antico motto “CUIQUE…SUUM!” potremmo insieme cominciare a riscriverlo – assegnando a ciascuno di noi la sua “parte”  – ma ricordandoci per primi dei tanti nostri Maestri che quel giardino stavano, per Te e per Me, coltivando lavorandoci assiduamente!

La presente – che faccio leggere ad Amici comuni e che ora pubblico  “…a viso aperto” –  vuole ringraziarti del consenso manifestato  col tuo applauso a me diretto ed al senso più sincero del mio pubblico intervento: il  che mi ha “pagato e ripagato” in gran parte d’ogni amarezza per una vita forse inutilmente spesa troppo a favore della mia Città!

Saluto Te e gli Amici che ci leggono,cordialmente. 

Noto, Zisola 25 Marzo 2013             –             Biagio Iacono

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