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Ricordo d’un Eroe: Luigi Adorno (1917-1943)

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Ricordo d’un Eroe: Luigi Adorno (1917-1943)

LUIGI IGNAZIO ADORNO nacque a Noto (SR) , il 17 Agosto 1917 da una famiglia della media borghesia netina di primo Novecento; il padre Giacomo(1883—1959) era un valente avvocato, ben conosciuto ed apprezzato in Città. La madre Concettina Murè(1889-1961) era figlia dell’insigne avvocato Ignazio Murè e di Carlotta Ruiz, donna di preclare virtù, come sta scritto sul marmo della stesso monumento che – sotto le ali d’un Angelo – accoglie i resti del nostro Luigi e degli altri componenti la famiglia.

L’Autore di questo articolo presso la tomba di Luigi Adorno

        Il “Ricordo” che oggi celebriamo di Luigi Adorno è stato pubblicato in un fascicoletto di  40 pagine, da me consultato nella nostra Biblioteca Comunale – ove è conservato alla voce “Sottotenente”! –  nel quale sono trascritti i testi e la cronaca della Celebrazione che si tenne in Città, Domenica 4 Dicembre 1949 per la scopertura della lapide commemorativa di cui sappiamo.A noi basta sfogliare queste pagine per riassumerne contenuti e sentimenti, distinguendo fra cronaca e storia, per farci un’idea sulla nobile figura di questo giovane Figlio di Noto e per riflettere se il di Lui sacrificio, oggi, abbia ancora un significato, anche alla luce degli sconvolgimenti epocali a cui stiamo assistendo in Italia, in Europa, in Africa, nell’Occidente, in Oriente, nell’Asia e più in generale nel Mondo cosiddetto globalizzato!

Ebbene, dall’Estratto delle Delibere Consiliari – apprendiamo che nel Marzo 1949 fu accolta all’unanimità la proposta dal consigliere  prof. Cav. Giuseppe Lombardo di  <<…scolpire una lapide… che ricordi l’eroismo di un purissimo Figlio di Noto – LUIGI ADORNO – Sottotenente 146° Regt. Cost. cui è stata conferita la Medaglia d’Oro alla Memoria,  perché quale comandante di un blocco costiero, assalito e circondato da diversi nuclei di paracadutisti, combattè strenuamente fino a quando, perduti quasi tutti gli effettivi del suo plotone, e ferito ripetutamente, cadde al grido di “W L’ITALIA!” . Il Lombardo ricorda –  per averlo avuto allievo al Liceo di Noto – le rare qualità dell’Eroe, sempre buono, ma orgoglioso di essere italiano, disciplinato e studioso, e perciò ha creduto doveroso farsi promotore della proposta di murare una lapide che ricordi l’eroico olocausto della sua giovane vita per la Patria e propone pure che venga intitolata una via della Città al suo nome glorioso. …>>

Alla proposta del Lombardo si associa il consigliere Avv. Cav. Giuseppe Bordonali <<…che in quel difficile momento rappresentava la Città e che ricorda la solenne manifestazione di simpatia e di cordoglio che le Autorità Alleate e la Cittadinanza tutta resero a questo eroico Figlio di Noto, accompagnandone la salma all’ultima dimora. Fu tutto un tributo di fierezza e di omaggio. …..Tale comportamento, che ricorda gli eroi del Risorgimento e quelli delle passate guerre, trova la più solenne testimonianza nella incisiva motivazione … che è tutta un inno al suo culto negli alti destini della Patria.

… L’eroismo di LUIGI ADORNO, i tempi di oggi (NB:1949!), in cui il sentimento nazionale, per effetto di una propaganda bassa e meschina, in non pochi spesso vacilla, costituisce un severo monito, in quanto insegna che al di sopra di ogni particolare di classe, al di sopra di ogni ideologia, al di sopra di tutto, c’è la Patria, dico la Patria, che è la Madre Comune. >>

Così il Bordonali, dopo il quale il Sindaco Avv.Corrado Sallicano  si rende interprete del sentimento del Consiglio Comunale e della Cittadinanza tutta, associandosi anche lui alla proposta Lombardo, per cui il Consiglio delibera con “ voti unanimi” dando anche mandato alla Giunta “di intitolare una via della Città al glorioso Caduto”.

Durante la Cerimonia di cui al 4 Dicembre 1949, il Sindaco Avv. Corrado Sallicano diffuse il MANIFESTO DI INVITO ALLA CITTADINANZA (di cui a pagg.16/17) e , fra l’altro, così si espresse  (pag. 18) pubblicamente: << Egli è uno degli Eroi il Cui ricordo si perpetua nella leggenda poiché la forza irradiatrice della Sua eroica morte non fu spenta dal fuoco nemico; essa sopravvive e sopravvivrà alle nostre ed alle venture generazioni per ammonire che l’ideale supremo è il dovere, legge suprema è l’onore.>>

Il discorso ufficiale di quella giornata fu tenuto dal Preside prof. Francesco Toscano (pag. 20 e segg.) a nome della netina Sezione Combattenti e Reduci. Ringraziando il Consiglio Comunale per il perenne ricordo mamoreo, Toscano elogia la presenza. “del nostro concittadino magnifico e prode soldato, il Tenente Colonnello Salvatore Dejean, testé insignito della medaglia di bronzo al valor militare” perché nel suo petto erano “riuniti i segni del valore di due generazioni, che diversamente raccolsero i frutti del loro ardimento e del loro sacrifcio” : ci corre l’obbligo,ora, ricordare che proprio al Col. S. Dejiean la Sezione UNUCI di Noto deve gran parte della propria storia e del successo in Città, con una riconoscenza che – fra noi che L’abbiamo conosciuto e frequentato negli anni ’60 –  è ancora intatta!

Toscano, con l’Adorno, ricorda ed elogia pure “l’affondatore Francesco Maiore” ed  agli immemori Orazio Catera per la “ passione africana dell’Italia”: <<…Luigi Adorno –prosegue Toscano – era un fante esemplare. Non poteva essere se non fante. Pareva stampato fante dalla nascita! Proveniva da una delle tante nostre integre famiglie di Siciliani che insistono perché la educazione dei figli sia intensificata nel rispetto delle leggi, nella parsimonia della vita, nell’amore di Dio e della Patria.  Aitante nella persona, vigoroso e forte, semplice e buono, percorse i suoi giovani anni quale ottimo figlio e diligente scolaro, mentre il suo cuore di adolescente ardeva e si temprava nell’amore di una innocente creatura che gli aveva giurato fede eterna! … La sua gentilezza, ch’era larga come la sua prodezza, lo fece amare da tutti nella vita civile e fra i commilitoni. Ad una parola di lode da parte dei capi, egli rispondeva con quel sùbito pallore trasparente, ch’era il segno dell’emozione profonda. …Ma venne il giorno orrendo! Venne l’irreparabile! …10 Luglio 1943: il nemico aveva invaso il suolo della Patria e il Tenente Adorno sapeva che per ogni tratto mantenuto, per  ogni pollice ripreso, là dove aveva puntato il piede, la Patria avrebbe baciato l’impronta!

Catturò molti paracadutisti, altri ne stese al suolo, ma sopraffatto dalla marea montante dei nemici, al manipolo che presidiava il piccolo posto di blocco di Santa Venerina, impose l’ALT per l’invasore, con l’arma spianata, col viso duro. Egli si fece più grande, assunse la statura della sua fede e della sua speranza…E’ travolto da una raffica micidiale! …Il nemico si scoprì salutando il soldato d’Italia, lo additerà poi come esempio alle sue truppe….>>    Infine il volumetto, di cui stiamo velocemente scorrendo le pagine, si chiude  con un altro bel ricordo, per mano del prof. E. Messina che lo ebbe anche lui alunno al Liceo: della eroica morte dell’Adorno, il Messina ci dice che fu testimone “ … il fante Corrado Rametta che, reduce del posto di blocco di Santa Venerina, poté riferire.>>

Quanto sopra, credo che sia più che sufficiente a renderci conto dell’eroico valore di questo Giovane, del cui nome si fregia ed onora la nostra Sezione UNUCI “S,Ten. Luigi Adorno” che anche oggi per noi  – come allora – costituisce “Onor d’Italia e della nostra bella Noto!”  

Noto, 27 Febbraio 2013 –                          Biagio Iacono

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