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Cattedrale di Noto: cuore della Città!

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Cattedrale di Noto: cuore della Città!

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La  Cattedrale, cuore della città di Noto!

di  Salvatore Guastella 

 – NOTA DEL DIRETTORE: Ho pregato il mio Amico e Maestro, Mons. Salvatore Guastella, di inviarmi  quanti più testi ed articoli sulla Cattedrale da lui pubblicati nelle varie Riviste o Settimanali, al fine di poterne diffondere i contenuti ad un pubblico più vasto, ma anche perché le di lui note o fonti storiche sono da me spesso rimandate alle pagine di questo periodico nella quarta edizione del mio volumetto su ” LA CATTEDRALE DI NOTO dalle Origini ad Oggi” che sto preparando – B. Iacono

     Premetto che è impossibile scrivere sull’argomento senza  citare, o riassumere per grandi linee –  come faccio in questa sede –   i contenuti del magnifico volume di Mons. Nunzio Zappulla:LA CATTEDRALE DI NOTO “, pubblicato a Noto nel 1967 ed ivi ristampato nel 1994 dalle Arti Grafiche S. Corrado.

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   Pertanto, ecco una sintesi da me tratta in diverse pagine della suddetta opera: << Ricca di arte e di reminiscenze, interessante per la sua architettura urbanistica, realizzata con tale ricchezza e libertà di fantasia da imprimere ai monumenti una straordinaria mobilità di ritmi e di lineamenti, Noto  –  sia che ci si muova da oriente o da occidente, che si scenda dall’alto o salga dal basso – cammina verso la Cattedrale perché essa ne è il monumento più centrale, suggestivo e fascinoso che domina su tutto con regale magnificenza. Quando nobili e clero – dopo la distruzione dell’antica Netum nel terremoto dell’11 gennaio 1693 – decisero la costruzione della nuova città nel sito attuale, costruirono la Cattedrale e vi si arroccarono attorno.

Ancora oggi chi può vederla dall’alto, anche su una semplice fotografia dall’aereo, la vede così: la Cattedrale al centro, e attorno i Palazzi dei Landolina dei S. Alfano, dei Nicolaci di Villadorata, dei Gesuiti del Collegio, dei Rau della Ferla, e quelli delle Benedettine di S. Chiara e del Ss. Salvatore, dei Trigona di Frigintini, dei Canicarao, degli Impellizzeri di S. Giacono, dei Bongiorno, degli Astuto. Poco più discosti i Domenicani e i Di Lorenzo del Castelluccio. Di fronte, il palazzo Ducezio, sontuosa sede comunale.

Il fasto di Noto ruota attorno alla sua Cattedrale, cuore della Città e porta del Cielo! «E’ questa la porta del Cielo?» domandava Clodoveo a Saint Remy, mentre si accingeva ad entrare nella chiesa di Rems per essere battezzato. «Certo – rispose il Vescovo – a condizione di capirla, questa è la porta del Cielo». Così furono le grandi Cattedrali dell’epoca d’oro, con le loro raffinatezze architettoniche e i loro ricamo di pietra e le guglie lanciate nell’azzurro del cielo. Anche la nostra Cattedrale è nata grandiosa nelle proporzioni, fascinosa nell’architettura.

I Notinesi – quando costruirono la Cattedrale, civium largitate, come dice una lapide – vi avevano impresso, come segno della loro grande fede, questa  audace fantasia di proporzioni, onde per la sua monumentalità, per l’armonica saldezza di costruzione, per la spazialità e la sua rifinita eleganza architettonica essa appare oggi veramente realizzata “con denaro netino ma con grandiosità romana”.

Come i macigni delle vette alpine, queste pietre lavorate a fiorame, a figure, ad arabeschi danno voci di armoniosa solennità. Quando poi il sole le avvolge in sorriso di splendore e la brezza primaverile accarezzano la gaia fantasia del disegno orizzontale e la maestosità delle colonne nella loro verticale armonia, allora la Cattedrale acquista il sapore di una visione monumentale che sconvolge, soggiogando con la sua mole dorata e stupenda.

Noto dall'alto    La gradinata – Costruita la Cattedrale tra il 1770-1776, per interessamento del canonico cantore (o Ciantro) Giovanni Di Giovanni dei marchesi del Castelluccio che vi contribuì con propri fondi, fu arricchita dell’attuale ampia, pittoresca scalinata – che occupa un’area di mq.  1.480 ed è della stessa larghezza della facciata (m. 40) – sale dal corso Vittorio Emanuele agli ingressi con quattro rampe di scale armoniosamente distribuite per un percorso di 37 metri. Lateralmente è segnata da due balaustre in pietra, alte m. 1,25 ed ingentilite da vasi ornamentali e piccoli obelischi, anch’essi di pietra. Lo slancio e la vastità di questa scalinata, conclusa al sommo della facciata monocuspide della Cattedrale, forma la più sontuosa scena lasciataci dal ‘700 netino.

La facciata: particolare degli ingressi – La scenografia fastosa della scalinata trova naturale conclusione nella facciata, che spicca in risalto sulla collina che fa da scenico fondale. Qui ogni particolare ha i suoi elementi ornamentali e si presenta con visione compiutamente suggestiva. Sul piano inferiore si aprono tre ingressi, di cui il più grande è quello del centro. Tanto quello centrare come quelli laterali sono sovrastati da  timpano ad arco intero. Su quella centrale è stato applicato lo stemma della Città, con sotto la sigla «S. P. Q. N.».

Sugli ingressi laterali, oltre il timpano, si aprono dure nicchie con catino a conchiglia e timpano ad arco spezzato. Sotto le torri campanarie, tra coppie di lesene a fasci sovrapposti, sono altre due nicchie con catino a conchiglia e timpano a triangolo. Il motivo si ripete sui lati esterni delle due torri. Per tutta la lunghezza della trabeazione scorre un cornicione a mensole e rosoni che continua lungo le fiancate laterali delle vie Montoro e Giovanni XXIII.

1] il frontone centrale superiore. E’ la parte più suggestiva, ove la facciata appare una delle più compiute costruzioni. E’ di classica architettura settecentesca e spicca in risalto, gentile ma vigorosa modellatura, in cui l’armonioso sviluppo delle forme e l’animato gioco dei vuoti delle masse reca pur sempre un robusto senso della quadrata chiarezza classica. Ai lati del finestrone centrale quattro grosse colonne sostengono la trabeazione e ‘attico della facciata. In corrispondenza delle quattro colonne che delimitano gli ingressi secondari, sulla base del piano superiore, sono state poste grandi statue del quattro Evangelisti. Ciascuna misura tre metri e sono le sole, all’estero nella chiesa. Sul frontone centrale sopra lattico sono dei vasi ornamentali di pietra. Al centro, al culmine dell’attico, una sfera ed una grande croce. A guardarla, si tratta del volto e quindi dell’anima della Cattedrale stessa che, per parlare a chi l’ammira, dispone del linguaggio più ricco e intuitivo che si conosca. E’ il linguaggio delle pietre che parlano di Dio.

2] Le torri campanarie. Con rilevante originalità questa facciata è fiancheggiata da due torri campanaria a forma quadrata cosa rara in Sicilia, ove ordinariamente le chiese sono ad un solo campanile. Le due torri campanarie hanno quattro aperture ciascuna con architrave ad arco, tutte delimitate da lesene. Le cupole delle due torri terminano a punta e si alzano di qualche metro rispetto all’altezza del frontone centrale della facciata. Agli angoli delle torri sono disposti dei vasi ornamentali e le cupole terminano con sfere di pietra. In una di esse sono allogate le campane per il servizio liturgico; nell’altra, l’orologio della Città.

L’interno visto dall’ingresso – Magnifico per vastità e luminosità, è a croce latina, a tre navate, assai semplice. La volta della navata centrale cosparsa di cornici e di finestre, poggia su dodici poderosi pilastri quadrangolari. Ognuno di  essi porta a rilievo due lesene con capitello corinzio alte metri 7,70  nella parte rivolta verso la navata centrale. Altre sei lesene alte m. 5,60 sono nei lati di ogni pilastro rivolto verso le arcate o verso le navate laterali. I pilastri hanno ognuno un perimetro di m. 10,90, mentre quelli che sostengono la cupola hanno il perimetro di m. 16,10. Sui pilastri poggiano dieci arcate ciascuna larga m. 4,75 e alta m. 9,25; alle arcate corrispondono altrettante cappelle nelle navate laterali e in quelle centrali gli ingressi laterali della chiesa. I muri potenti, i pilastri giganteschi, la volta, la cupola, l’abside: tutto parla di una pietà liturgica e dogmatica che ha i fondamenti ben saldi nella sacra Scrittura, di cui il popolo fu nutrito per secoli. Felice sintesi di elementi classici e di decorazioni, l’interno della Cattedrale rivela, infine, uno slancio monumentale ed una spazialità pienamente proporzionata… >> (v. N. Zappulla, La Cattedrale di Noto, Noto, 1967 e 1994)

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  Il crollo del 13 marzo 1996 – Abbiamo vissuto con angoscia qindex.14uel nuovo crollo della cupola, della navata maggiore e di quella orientale: era la notte del 13 marzo 1996. Va ricordato il 13 dicembre 1990 un boato in piena notte per un terremoto del 7° grado Mercalli con epicentro nel Golfo di Noto. Il crollo avvenne dopo venti giorni di pioggia quasi ininterrotta. Così, ancora una volta ha fatto provvisoria supplenza la vicina chiesa S. Maria dell’Arco e, ben presto, la chiesa S. Carlo al Corso (o al Collegio), che già nel 1848-61  avevano surrogato l’inagibilità della stessa Cattedrale.

 

La riapertura del 18.6.2007 – Subito dopo il crollo furono avviati i lavori necessari alla salvaguardia delle parti residue della chiesa e gli studi propedeutici alla redazione del progetto di ricostruzione. Tutte le operazioni di primo intervento e sgombero delle macerie, come pure la fase successiva di ricostruzione vera e propria, sono state coordinate dal Prefetto di Siracusa, dott. Elio Priore, nella qualità di Commissario delegato per la ricostruzione della Cattedrale netina.  Nell’omelia programmatica del 29 agosto 1998 il novello vescovo di Noto, Mons. Giuseppe Malandrino sottolineava “la priorità della ricostruzione della nostra Cattedrale, senza dimenticare gli altri edifici sacri dissestati delle città e di tutta la diocesi”. Il compito di progettare e dirigere i lavori di ricostruzione fu confermato allo stesso gruppo che poche settimane prima del crollo era stato incaricato del restauro della chiesa, composto dal prof. Antonino Giuffrè, dall’Ing. Roberto De Benedictis e dall’Arch. Salvatore Tringali. Benedetto XVI nel suo messaggio del 15 giugno 2007 al Vescovo di Noto augurava che «il felice evento della riapertura al culto dell’insigne Cattedrale – significativo evento religioso e culturale –  possa suscitare nel popolo di Noto, per l’intercessione della Vergine e del patrono S. Corrado, un rinnovato entusiasmo spirituale ed una coraggiosa testimonianza missionaria» (cfr. L’Osservatore Romano, 18-19 giugno 2007). La mattina del 18 giugno, l’inaugurazione ufficiale alla presenza del Card. G.B. Re prefetto della Congregazione dei Vescovi, dell’Arciv. Bagnasco presidente della CEI, di numerosi vescovi e presbiteri, come anche dell’on. Romano Prodi presidente del Consiglio dei Ministri, di Sindaci  e di Autorità civili e militari

La Cattedrale netina è Basilica dal 2012 – «Il 21 gennaio 2012, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, in forza delle facoltà peculiari concesse dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, con sommo gaudio conferisce all’insigne Chiesa Cattedrale di Noto, dedicata a Dio in onore di San Nicola il titolo e la dignità di Basilica con tutti i diritti e le prerogative liturgiche disposte e previste a norma del rito vigente. +Antonio Card. Cańizares Llovera prefetto, G. A. Di Noia segretario» (Prot. N. 769/10/L). Questo lieto annuncio. Questa notizia, importante sia per Noto che per la Comunità diocesana, venne ufficialmente data in presenza dei giornalisti da Mons. Vescovo Antonio Staglianò in episcopio durante una conferenza-stampa

   Noto, 6 Settembre 2013                                                                                Mons. Salvatore Guastella   

                                                                     

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