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Presentato il volume “Gli Eventi Raccontano Noto – Il Nuovo Eponimo – L’infiorata Di Via Nicolaci – L’Antesi dell’Arazzo Floreale del Giardino di Pietra ”

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Presentato il volume “Gli Eventi Raccontano Noto – Il Nuovo Eponimo – L’infiorata Di Via Nicolaci – L’Antesi dell’Arazzo Floreale del Giardino di Pietra ”

Presentato il volume di Nuzzo Monello:

“Gli Eventi Raccontano Noto – Il Nuovo Eponimo –

– L’infiorata Di Via Nicolaci – L’Antesi dell’Arazzo

Floreale del Giardino di Pietra”

   SFOGLIA TUTTO IL FASCICOLO ANTESI:

NUZZO MONELLO ANTESI 15 maggio 2022

APRI COPIANDO IL LINK IN GOOGLE:

https://drive.google.com/file/d/1L_IryhYpJyEuuHltCArLr_gei30GXjE0/view?usp=sharing

   NOTO, 14 Maggio 2022 – Nel pomeriggio del 12 c.m., nella  “Sala dei Congressi  R. Gagliardi” in Noto, con inizio alle ore 17,30 è stato presentato il volume del preside prof. Nuzzo Monello dal titolo “Gli Eventi Raccontano Noto – Il Nuovo Eponimo – L’infiorata Di Via Nicolaci – L’Antesi dell’Arazzo Floreale del Giardino di Pietra” di cui abbiamo anticipato l’importanza qualche giorno addietro su queste colonne.

Il Sindaco di Noto, dott. Corrado Figura, si complimenta calorosamente con l’Autore preside prof. Nuzzo Monello.

   Dopo i saluti di rito al folto Pubblico ed ai Relatori da parte dell’Autore, con lui al tavolo dei lavori c’erano il Sindaco di Noto dott. Corrado Figura, il dott. Corrado Celeste, il giornalista del Giornale di Sicilia dott. Vincenzo Rosana ed il giornalista de La Sicilia dir. prof. Vincenzo Greco, mentre l’Assessore Massimo Prado era assente per improvvise urgenze di logistica all’Infiorata.

   L’intervento  introduttivo dell’autore prof. Nuzzo Monello apre la serata: egli motiva la stampa della 2ª edizione del volume con l’esaurimento della 1ª già in sede di presentazione il 28 maggio 2021  nel Salone delle Festa di Palazzo Nicolaci e ringrazia sia l’Assessore pro-tempore Franco Mallia, negli anni passati, sia in memoria per l’opera litografica del fratello arch. Giuseppe Monello NOTO ANTICA, TRA MITO E CULTURA.

Dipana, così seguitando, il filo sottile che senza soluzione di continuità ha intessuto gli eventi, politici, culturali ed ecologici che si intrecciarono e condussero la città di NOTO al recupero della propria identità culturale culminata con l’Infiorata di via Nicolaci nel connubio tra arti, urbanistica, monumentalità, politica cultura e valorizzazione delle proprie radici eco-naturali e ambientali, sostenibilità dei comportamenti umani nei confronti delle biodiversità donate incondizionatamente dalla natura-terra, nei mari e nell’aria.

Noto, 12-maggio-2022: “Metafisica della Bellezza” Dono di Nuzzo Monello alla Città di Noto.

   Valori, questi, riconosciuti attraverso la Giornata mondiale della Biodiversità, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000 e che si celebra il 22 maggio facendo seguito alla Conferenza Internazionale di Rio de Janeiro del 1992 dove, a livello globale, veniva rilevata la diversità biologica, in parte minacciata dalle attività antropiche, per dar seguito all’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica firmata a Nairobi, in Kenya, nel 1992.

   Successivamente – prosegue l’Autore –  nel 2002 Noto è iscritta nella lista dei Siti Unesco quale Patrimonio dell’Umanità, assieme ad altre città tardo-barocche del Val di Noto: Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli. Tra le note Unesco riscontriamo le Schede di Catalogazione Beni dei Comuni in APPENDICE B – N° 1024revcontinua – sintetizzando, a più di mezzo secolo dallo scampato assedio del territorio, con particolare riferimento a Vendicari e a Bruno Ragonese: << Il mio archivio personale è datato e nominato, fa riferimento al contesto socio-politico-culturale a partire dagli inizi del 1970-1995 ed è fissato con la denominazione centrale “Infiorata di via Nicolaci 1980-1994″.  Un quarto di secolo, 25 anni, un terzo della mia età, intensi e laboriosi, non senza errori ma pieni di problematicità inerenti alle relazioni interpersonali, culturali e politiche.>>

   E’ in forza di questa esperienza che il Nostro invita la giovane e sensibile Amministrazione Figura – che si protende e contraddistingue per  una condivisa “voglia di cambiamento” – a ripensare i motivi che hanno radicato l’Infiorata nel contesto barocco del centro storico di Noto e la consolidata ricerca culturale e turistica del “Saluto alla Primavera” almeno sui seguenti due punti fondamentali:

  1. – Denominazione tradizionale dell’Infiorata di via Nicolaci.
  2. – Denominazione di Arazzo in sostituzione di Tappeto più consono al calpestio: denominazini che, a parere di Monello, sono molto importanti per il mantenimento, negli anni, dell’immagine turistica di Noto.
  • << L’Infiorata di via Nicolaci, che si vorrebbe superata da Infiorata di Noto, esplicita al contempo l’appartenenza alla Città di Noto – dice testualmente Monello –  È un evento che non può cambiare secondo i desideri che, di volta in volta, si susseguono banalizzandosi nel generico e disperdendo il senso culturale della stessa e del perché ha avuto tanto successo, né tantomeno riesce a dare un senso di nuovo o modernità. Al contrario concentra su di essa confusioni tali da farle perdere il senso della sua tradizionale riproposizione nel contesto del Saluto alla Primavera.
  • Infiorata, o meglio, tessitura di fiori, più precisamente tessere di petalicontinua l’Autore – è una composizione di Artisti per porre in maggiore risalto gli elementi prospettici di via Nicolaci: in questo caso gli Artisti Infioratori devono poter assumere le stesse connotazioni d’arte degli Artisti che fornivano opere da tessere agli Arazzieri o per essi stessi tessitori, che nel caso in specie possiamo accostare agli Infioratori.

    Si tratta di un’arte, l’opera di infiorare, che non può prescindere dallo srotolare e distendere per potersi assimilare al senso proprio del tappeto che, non essendo creato per il calpestio, perde la finalità di tappeto come avviene per molte infiorate nate per fini religiosi. L’Infiorata di via Nicolaci non ha fini religiosi legati alle processioni, né può considerarsi “festa paesana”, al contrario nasce per essere ammirata nel contesto della valorizzazione di via Nicolaci, la via barocca più bella d’Europa – così definita da Cesare Brandi – per la sua peculiare pendenza e particolare prospettiva culminante sull’altare della chiesa di Montevergine.

Noto: Infiorata di Via Nicolaci del 1982.

   Queste annotazioni culturali non possono e non devono andare perdute per mera distrazione in quanto già consolidate nel Documento Unesco N° 1024rev APPENDICE B – Schede Catalogazione Beni dei Comuni – ove tra i Beni etno-antropologici di Noto troviamo il riconoscimento dell’Infiorata di via Nicolaci con la seguente descrizione che riporto testualmente:

  • Infiorata di via Nicolaci” terza domenica di maggio nell’ambito della Primavera Barocca – spettacolare tappeto di fiori allestito nella scenografica via Nicolaci. I riquadri realizzati con creatività e perizia dagli Artisti, propongono di anno in anno motivi diversi: religiosi, mitologici, cultura popolare.

   Per questi presupposti e motivi – conclude l’Autore il tappeto floreale dell’Infiorata così comunemente denominato si eleva a tessitura d’Arazzo floreale che si espleta con stratificazioni di petali di fiori in analogia ai sottili fili distesi e pressati dagli Arazzieri tra gli orditi monumentali di via Nicolaci. >>

<< È qui che Noto assurge ad avanguardia turistico-culturale perché riesce, sia pure nelle sue contraddizioni, a concretizzare il suo messaggio; infatti è  tra i pochi momenti in cui la città si eleva da contesto urbanistico a stato d’animo creativo, percettivo di tutti i valori essenziali proiettati nel valore semantico dell’estetica. L’Infiorata, dunque si discosta dalla festa in genere, diventa un valore estetico e pretende un suo spazio avulso dall’opinione collettiva: perché si impone quale strumento di mediazione tra la città e l’animo; è pertanto critica di sé stessa e nel valore critico si trasforma in arte.>> (vedi articolo dell’Autore in Rivista Netum del Dicembre 1982)

   Alla fine degli apprezzatissimi interventi dei Relatori, contrassegnati dai persistenti applausi d’un auditorio attento ed emotivamente coinvolto, dei cui contenuti speriamo in seguito di parlare opportunamente e ampiamente, Nuzzo Monello ha presentato il Progetto per una nuova coniugazione toponomastica di Noto che sia capace di coniugare nella Bellezza le cifre viarie delle fabbriche monumentali della memoria storica di Noto con i codici naturali della biodiversità del territorio, attraverso il video, “Fiorisce il Giardino di Pietra Antesi dell’Arazzo Floreale – Infiorata di via Nicolaci–  donando ai Presenti la relativa pubblicazione cartacea.

Pagine 65-66 del volume presentato la sera del 12 Maggio 2022.

 A conclusione della bella serata, il Sindaco Corrado Figura tesse gli elogi all’Autore per il suo pluriennale, costante impegno e promozione della città da uomo illuminato e dall’insostituibile apporto culturale.Viene così raggiunto il momento clou della serata con il dono alla Città di Noto del dipinto ad olio di Nuzzo Monello da titolo “Metafisica della Bellezza” consegnandolo, nelle sue proprie mani, al sindaco Dott. Corrado Figura  mentre ne spiegava le motivazioni che ne hanno generato la nascita. Infine Nuzzo Monello dà lettura del documento/lettera al Sindaco siglato con firma congiunta per l’ufficialità dell’atto.

      Cronaca a cura della Redazione

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IN CUI NUZZO MONELLO INCONTRA LA REDAZIONE:

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