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Noto: Appunti d’una Turista sull’Infiorata 2022.

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Noto: Appunti d’una Turista sull’Infiorata 2022.

Noto: Appunti d’una Turista sull’Infiorata 2022. 

di Luana Pluchino  

    Noto, 15.05.2022 – Dopo due anni di stop a causa di una guerra pandemica senza cannoni ma con tanti morti, che ha provocato infinite e intime ferite dell’anima, anche Noto ricomincia a vivere e presenta al mondo una delle manifestazioni più attese: l’Infiorata, giunta alla sua quarantatreesima edizione. 

   Appena scesi dalla navetta che porta dai parcheggi esterni alla città, peraltro molto ben gestiti, si sente già aria di festa. La città pullula di colori, di allegria, di quella confusione che odiavamo, ma che da troppo tempo ci mancava e adesso odora di libertà. È quasi piacevole respirarla dopo aver pensato di averla perduta per sempre.

   Una moltitudine di colori invade le strade, a guardare dall’alto, sembra quasi che i petali siano stati spazzati via da una folata di vento e che vaghino per le strade. Gli stand di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che mostrano mezzi, divise e cimeli, attirano i bambini suscitando in loro – e non solo in loro – un senso di protezione e una voglia matta di indossare quella divisa per servire la legalità.

Noto, Infiorata 2022: folla sulla scalinata della Cattedrale.  (foto Ginevra Longo)

   Centinaia di persone si assiepano sulle gradinate della Cattedrale, incuranti o quasi del sole cocente, in attesa dello spettacolo e dell’arrivo del Corteo Barocco. Con grande savoire faire, sfoderando le sue doti indiscutibili di attore, il poliedrico Giuseppe Spicuglia della compagnia Il cuore di Argante, nel doppio ruolo di narratore e moschettiere, inizia a far ridere il pubblico che applaude entusiasta.

   Ad un tratto però, una frase, sicuramente non improvvisata, ma certo di inatteso impatto, provoca stupore, commozione e lacrime: lo stesso Attore che ha riscaldato il pubblico con le sue battute, ricorda che dal brutto momento della pandemia, siamo passati senza quasi accorgercene a quello ancor più buio, di una guerra che è la peggiore delle soluzioni  e che sta provocando tanto dolore! 

 Allora il popolo degli spettatori dell’Infiorata, sino ad allora gaio e spensierato, si alza in piedi e piange e grida all’unisono NO alla guerra mentre un applauso lunghissimo risuona  facendo eco tra il Municipio e la Cattedrale. La festa continua: il musical che entusiasma grandi e bambini, la sfilata dei personaggi che popolavano l’antica Netum, la rievocazione del terremoto, danze, musici e sbandieratori allietano le ore calde del pomeriggio.

   Infine, quasi una processione, una lunga fila in più o meno religioso silenzio, si snoda per ammirare il lavoro certosino dei Maestri Infioratori che stupiscono con le loro opere variopinte e profumate.

   Una manifestazione importante, dunque, che impegna un’intera giornata senza fartelo pesare: una manifestazione che diventa Tradizione, e che come tale va preservata e di anno in anno migliorata, essendo ormai Patrimonio dei Siciliani prima che dell’Umanità!

   Un altro motivo di orgoglio per l’appartenenza a questa nostra Sicilia, meravigliosa e colorata isola, ricca di contraddizioni ma anche di secolari tradizioni.

 Luana Pluchino

NOTA BENE: Le foto di questa pagina, ove non indicato,

sono tutte dell’Autrice che ringraziamo per la preziosa e gradita collaborazione.

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