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Gemellaggio tra le Confraternite di Sant’Antonio Abate di Noto e Firenze.

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Gemellaggio tra le Confraternite di Sant’Antonio Abate di Noto e Firenze.

Gemellaggio tra le Confraternite

di Sant’Antonio Abate di Noto e Firenze.

Il dono della Confraternita netina a quella di Firenze.

 

 

Sabato 26 marzo si è svolto a Firenze il gemellaggio tra le confraternite dedicate a Sant’Antonio Abate, delle città di Noto e di Firenze all’insegna della solidarietà umana e cristiana, grazie all’impegno del prof. Malandrino Gaetano, confrate netino, che da anni frequenta la Compagnia fiorentina, promotore e fautore dell’iniziativa.

Il presidente Andrea Mugnai ha accolto calorosamente i rappresentanti della confraternita netina (Vincenzo Salvaggio, Gaetano Malandrino e  Giovanni Galizia) negli storici locali della confraternita detta la Buca in via degli Alfani, introducendoli nell’oratorio grande, dagli stalli in legno e dalle volte trecentesche dove campeggia sull’altare una grande Crocifissione di Jacopo del Sellaio e gli stalli in legno.

Accompagnati da Padre Massimo Anghinoni  dell’Ordine Servi di Maria (O.S.M) i confrati, si sono recati nella Basilica della Santissima Annunziata, e qui all’interno della celebre cappella hanno recitato delle preghiere per la pace, donando un omaggio floreale alla Madonna. Padre Massimo, corettore della Confraternita di Firenze, ha condotto i delegati delle confraternite alla scoperta dei capolavori storico artistici presenti all’interno della basilica e quelli non accessibili al pubblico del convento della Santissima Annunziata, tra i quali i vari chiostri e le numerose cappelle, spiegando loro aspetti storici  e l’importanza che rivestono nella formazione cristiana.

Tutti i Confratelli presenti al Gemellaggio.

Nel pomeriggio, si è formalizzato il gemellaggio all’interno dell’oratorio grande della confraternita, e i presidenti hanno ribadito l’importanza del gemellaggio per la crescita confraternale, in particolare Mugnai ha ribadito l‘importanza delle radici comuni che affondano nel XV ° secolo, e il valore assoluto dell’amicizia. Il pubblico partecipante all’evento ha potuto in quei giorni conoscere la storia plurisecolare della nostra confraternita attraverso la proiezione  di un video preparato per l’occasione dal confrate Malandrino. La lettura delle riflessioni teologiche di Monsignor Thomas Rohr e la riflessione del confrate Galizia sul perché un giovane si deve avvicinare a tale percorso hanno suggerito spunti di riflessione. Successivamente si è proceduto allo scambio dei doni. La confraternita  di Noto ha donato un pettoforte finemente dipinto dal netino Sila Emanuele.

Infine si è celebrata la Santa Messa officiata da padre Anghinoni, arricchita da una superba omelia sul passo evangelico del “figliol prodigo” alla presenza di numerosi rettori e  delegati delle confraternite fiorentine, quali: il rettore della confraternita dei Vanchetoni, il delegato della confraternita di san Niccolò “detta del ceppo”, i rappresentanti della società di San Vincenzo de Paoli e i il presidente con l’intera rettoria dell’Accademia dei Nobili.

I doni in libri da parte dell’Amministrazione Comunale di Noto.

Attraverso  la lettura da parte del Confrate Malandrino della missiva di saluto  del sindaco di Noto dr. Figura anche l’Amministrazione comunale di Noto è stata presente all’evento. Attraverso il dono di due libri sulla storia della città di Noto e della Cattedrale, scritti dai proff. Emanuele Umberto Muscova e Biagio Iacono, il primo Cittadino ha così omaggiato il gemellaggio.

Prossimamente il lieto evento si ripeterà a Noto all’insegna del carattere caritativo, sociale e religioso.

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