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Cattedrale di Noto: dal crollo del 13 Marzo 1996 ad oggi. 2a Puntata

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Cattedrale di Noto: dal crollo del 13 Marzo 1996 ad oggi. 2a Puntata

La foto della 4a di sovracopertina è del prof. Pippo Formica.

25° Cattedrale di Noto:

dal crollo del 13 Marzo 1996 ad oggi.

SECONDA PUNTATA

CONVEGNO SUI BENI CULTURALI DI NOTO

BAROCCO: LA TORTA È FINITA!

da LA GAZZETTA DI NOTO n°2 del 31 Ottobre 1995

LEGGI LE TRE PAGINE IN PDF:

BAROCCO TORTA FINITA 165

BAROCCO TORTA FINITA 166

BAROCCO TORTA FINITA 167

NOTA BENE: QUI RILEGGIAMO 27 ANNI DOPO!

di Biagio Iacono   

   NOTO – Promosso dall’Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Avv. Raffaele Leone – Sabato 14 ottobre 1995 nella­ Chiesa dell’Annunziata – si è svolto un Convegno di Studi sulla “Valorizzazione e destinazione d’uso dei Beni Culturali della Città di Noto”. Dopo il saluto ai Convegnisti, il Sindaco esordi­sce ringraziando Mons. S. Nicolosi, Vescovo di Noto, per aver concesso la restaurata Chiesa dell’Annunziata al fine di realizzare l’incontro, data la materiale mancanza di un pur minimo “spazio pubblico” in cui dibattere gli annosi irrisolti problemi della Città.

   Certo, “… lo stato dei Beni Culturali a Noto NON è entusiasmante!” dice il Sindaco, che non sembra per nulla intenzionato a far dell’ironia né dell’amaro sarcasmo quando affonda subito un lacerante grido d’allarme mettendo il “dito sulla piaga” nel fatto che sta sotto gli occhi di tutti: la quasi totale impossibilità d’una decorosa fruizione dei BB.CC. netini alla luce degli eterni lavori di restauro per i quali la nostra Città rischia di diventare un vero e proprio rudere. La realtà è tanto drammatica che deve farci riflettere, tutti, sulla valenza culturale e politica che sta alla base del Convegno promosso dall’Amministrazione NON per i soliti discorsi dei soliti Relatori sulle solite “gesta” autoesaltatorie od autoassolutorie!

   Dal Convegno dovrà scaturire un impegno politico per risolvere il Problema-Noto in tempi e modi ragionevoli e tali da evitare che Noto sia ridotta a sinonimo di “Rudere”! ” E’ vero – prosegue il Sindaco – che le leggi, la Soprintendenza di Siracusa, la Regione, la Provincia, la Protezione Civile, la prassi, le procedure, i ricorsi al Tribunale di Giustizia Amministrativo, e tutte le mille e mille difficoltà burocratiche, rendono quasi impossibile il rispetto dei tempi previsti  per il restauro o la  manutenzione straordinaria d’un qualsiasi monumento: ma che A NOTO QUESTI TEMPI DIVENGANO ETERNI e che già quasi più d’una  generazione sia nata e cresciuta nell’EMERGENZA BAROCCO, questo è UN FATTO ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE,  frutto  di una DRAMMATICA REALTA’ alla  quale  noi TUTTI NON CI RASSEGNEREMO PIÙ OLTRE!  “L’ipergarantismo di qualche legge – ci pare d’aver capito dalla denuncia di  Leone – ha permesso al Tribunale di Giustizia Amministrativo una pronuncia di NON rilievo sui TEMPI per la soluzione di fatti lamentati a proposito di BB.CC. , la cui  fallimentare politi­ca trova certamente in tale pronuncia il suo più negativo e ver­gognoso fondamento in opposizione proprio al carattere della TEMPESTIVITA’­ che è il cardine di ogni legge!”

   Completati i lavori delle sole Chiese dell’Annunziata e S. Maria dell’Arco, il restante patrimonio monumentale della città – accusa il Sindaco – giace in un ALLARMANTE ABBANDONO! È semplicemente SCANDALOSO che il Convitto Ragusa, strozzando nel cuore del Centro  Storico il  Corso, rimanga  ancora così gravemente puntellato da ben 5 anni! Ma quel che più spiace è il fatto che non se ne intravveda ancora alcuna  soluzione! 

   Come PREVENIRE in quel punto così nevralgico del Complesso Chiesa e Collegio Gesuiti, il quotidiano e concreto RISCHIO DI ALTRI CROLLI? A nulla valgono i pannicelli caldi d’improvvise emergenze per i soli danni che l’acqua  piovana sta procurando: quali sono o saranno mai le possibili soluzioni? Un gelido stupore cala sull’uditorio, gran parte del quale s’aspettava e sospettava un Convegno sui BB. CC. con la solita passarella delle solite “Abbuffate per Noto” in forma di “Consulti” tangentizi per la quasi morsa ma ancora intatta “Torta barocca”: segue, infatti, l’elenco dei grovigli e degli intoppi  burocratici  sull’iter dei ns. restauri.

   Il Sindaco lamenta che PALAZZO TRIGONA-CANNICARAO di Via Cavour è diventato un cantiere aperto senza fine ma per cui NON si possono avere gli ulteriori finanziamenti per realizzare davvero  il PALAZZO CONGRESSI e  la sede del Centro Internazionale di Studi Criminali. Il CONVENTO DEI CROCIFERI, oggi Palazzo di Giustizia, è inagibile dal terremoto del 1990 e, sebbene l’Amministrazione Comunale abbia operato con la necessaria urgenza, NON si riesce a farlo restaurare con l’affidamento dei lavori a causa d’un VISTO che la Soprintendenza di Siracusa NON DA’, nonostante le personali sollecite richieste del Sindaco e pur essendoci i soldi con l’appalto aggiudicato da tantissimi mesi!

   PALAZZO DUCEZIO – prosegue il primo Cittadino – è stato letteralmente “espropriato” al Comune di Noto nel senso che da monumento “storico” qual era, oggi è diventato pure “strategico” grazie, si fa per dire, all’interessamento della Protezione Civile: ma le somme stanziate sono del tutto insufficienti come le inutili richieste dell’Amministrazione a procedere più speditamente proprio per evitare a quel Palazzo un futuro vago ed indefinito. Si, esistono in atto interventi di restauro che la Soprintendenza spera di poter completare a breve scadenza: ma su S. CHIARA, il SS. SAL­ VATORE, S.  DOMENICO, PALAZZO NICOLACI e tanti altri, A CHE PUNTO STANNO I LAVORI o quando riprenderanno? La pubblica opinione netina ed internazionale DEVE SAPERE se bisogna ancora INIZIARE, FARE O RIFARE IL PUNTO su questi monumenti e soprattutto vogliamo sapere QUANTO TEMPO necessita e QUANTI SOLDI serviranno affinché Noto ritorni al suo doveroso splendore. A che serve lamentarsi per i lavori MAI iniziati nell’ex-OSPEDALE TRIGONA se il relativo progetto è stato bocciato dalla Soprintendenza?  Ma fino a quando staremo ancora a guardare le GRAVI LESIONI che mettono a RISCHIO LA CUPOLA della Chiesa del SS. CROCIFISSO? E …COME DIMENTICARE IL RISCHIO-CATTEDRALE dove NON SI VEDE neppure un minimo INIZIO d’una qualsiasi ripresa dei lavori e per cui davvero NON sappiamo più COSA FARE?

L’Autore di questo articolo, prof. Biagio lacono, aveva già denunciato il “…timore per il pericolo d’un crollo imminente all’interno del Tempio” – invitando le Autorità compenti ad intervenire – nel suo giornale “La Gazzetta di Noto” n°1 del 30 Luglio 1993 col titolo “Cattedrale di Noto: pericolo imminente!”. In questa foto del 7 Ottobre 1995 mostra le gravi lesioni che si erano da tempo verificate anche nel primo pilastro della navata sinistra: subito ma inutilmente denunciate su “La Gazzetta di Noto” n°2 del 31 Ottobre 1995 con l’editoriale “Barocco: la torta è finita!”, pubblicato poi nell’Agosto del 1996 anche a pag.165 della sua ricca Antologia “NOTO…mia!” nell’Agosto del 1996. (foto G. Attardi)

  Gli interrogativi del Sindaco e le sue riflessioni sull’estrema “sottovalutazione” del rischio-Cattedrale hanno confermato quanto su questo giornale chi scrive ebbe a denunciare nel n°1/30 Luglio 1993 col titolo in prima pagina: – CATTEDRALE DI NOTO: PERICOLO IMMINENTE!   Egli  NON l’ha detto, ma noi siamo sicuri che, perdurando il rischio ed aggravandosi ancora la situazione statica del nostro più grandioso monumento – COME DA NOI DOCU­MENTATO CON LE FOTO di questo articolo, l’Amministrazione NON POTRÀ CONTINUARE A SOT­TRARSI AL DOVEROSO PROVVEDIMENTO della CHIUSURA TOTALE del tempio a tutela della PUBBLICA INCOLUMITA’! Tracciato un “PANORAMA COMPLESSIVO DESOLAN­TE” pur nella speranza che a breve la Chiesa di S. Carlo sia davvero consegnata perché ulti­mati i lavori interni anche se resta sospeso il problema della facciata, l’avv. Leone ha detto che “altrettanto desolante, se non peggiore, è l’abbandono dei BB.CC. nel nostro Territorio.” 

In breve, egli ha pubblicamente confermato e denunciato come un fatto d’inaudita gravità quello che con noi Bruno Ragonese su queste colonne ha deplorato  e temuto scrivendo  in prima  pagina del n°4/15 Aprile 1992: – “A NOTO ANTICA CONTINUANO FURTI E VANDALISMI”. Infatti, il Sindaco ha paragonato il sito di Noto Antica ad una terra di conquista vandalica in cui, coi ladri d’ogni   genere,   “ormai le sole capre possono regnarvi” e dove non si riesce a realizzare il tanto “chiaccherato” Parco dell’ Alveria. Lo stesso dicasi  per il quasi totale inutilizzo del Castelluccio, per  non  parlare del fatto sconcertante SU COME E SU QUANTO i Netini siano stati  DEFRAUDATI dei MOSAICI! “Io non riesco a capire -grida  il  Sindaco – come A TANTI ANNI DAL RESTAURO I MOSAICI  GIACCIANO  in qualche posto della Soprintendenza di Siracusa, senza che questa abbia approntato e fatto  approvare UN  solo PROGETTO per la loro ricollocazione netta nostra Villa del Tellaro, adducendo a scusa la mancanza dei custodi!  Prima di preoccuparsi della doverosa custodia, non sarebbe stato PIÙ DOVEROSO E NECESSARIO fare e adottare il relativo Progetto di rimessa in sito dei Mosaici?”

   Riflettere molto bene, e PRIMA, sull’USO d’un bene culturale restaurato, oggi è un nostro ben preciso diritto-dove­re – aggiunge   Leone – proprio per capire COME sia possibile far rivivere un nostro monu­mento senza, però, far di Noto una città-museo: cioè,  la desti­ nazione  d’uso  dovrà  consentir­ne la fruibilità a tutti senza nuo­cere alle quotidiane necessità della vita cittadina. Ecco perché, accanto ai restauri dei grandi complessi architettonici, bisognerà porre altrettanta attenzione ai quartie­ri popolari ed alle piccole abitazioni del cosiddetto TESSUTO CONNETTIVO minore. Infatti, se abbandoniamo le case del Centro Storico viene meno tutto il contesto socioculturale ed ambientale della nostra Città.

   NECESSARI, quindi, un intervento specifico su tutto il Centro Storico facendo  esplicito riferimento all’aspetto migliore dei Progetti Siracusa/Ortigia e Ragusa/Ibla. L’UNICA STRADA per il recupero dei  nostri  BB.CC. È OGGI UNA LEGGE SPECIA­LE PER NOTO, senza  la quale è difficile pensare che i Notinesi possano sostenere e gestire gli IMPOSSIBILI COSTI d’un restauro o d’una  manuten­zione particolare nel Centro Storico  che,  invece,  è  un patri­monio di tutti gli Italiani  e dell’intera  Comunità  internazionale.­

   “CHI HA IL POTERE  – conclude il Sindaco  avv. Raffaele  Leone – ASCOLTI IL NOSTRO GRIDO DI ALLARME proprio perché dobbiamo tutti smetterla di   parlare e discutere in astratto per comin­ciare davvero a concretamente operare PER  LA  CITTÀ  DI NOTO!” Purtroppo, aggiungiamo noi – accanto   al “già visto, udito, scritto e stampato” sul nostro giornale per diversi anni e sem­pre inutilmente – la drammatica situazione   di oggi  NON lascia più presagire davvero nulla  di buono o di nuovo per la nostra Città, sui cui  Beni  Culturali molti degli allora improvvisati professionisti “specialisti” o tecnici, che ieri gridavano all’EMERGENZA-Barocco, tac­ciono o sono scomparsi dalla pubblica scena, “impegnati” come sono al banchetto delle ultime  parcelle affettate d’una torta  che  li  ha  fatti tacere   in questi anni.     

   LA TORTA BAROCCA E’ FINITA! La domanda, direbbe Lubrano, qui sorge spontanea: – QUALE FUTURO PER NOTO SENZA TANGENTOPOLI ? “NESSUNO!”- azzardiamo rispondendo alla spietata denuncia del Sindaco – perché temiamo che alla buonafede dei veri Figli di Noto potrebbe, una seconda volta, seguire la rapace malafede degli eterni Gattopardi politici pronti a cambiar tutto purché nulla cambi davvero nell’ eterna emergenza sui nostri BB. CC. perpetuando così gli avidi morsi d’una torta che MAI vorrebbero volgesse sul serio alla fine!  

Biagio Iacono 

FINE DELLA SECONDA PUNTATA

tratto da La Gazzetta  di  Noto  n. 2, 31 ottobre 1995 

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