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Enzo Papa: “Basta con Caravaggio”

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Enzo Papa: “Basta con Caravaggio”

 

BASTA  CON  CARAVAGGIO!

di Enzo Papa

   Francamente è diventato, e non solo per me, una sorta di tormentone. Non se ne può più ascoltare conferenze e leggere inutili pagine sul “Seppellimento di Santa Lucia” e sul passaggio di Caravaggio a Siracusa.

   Su quei circa tre mesi trascorsi dal Merisi nella nostra città abbiamo solo avare seicentesche citazioni e quella più articolata dell’abate messinese Francesco Susinno, che è del 1724, come dire di oltre cent’anni dalla morte del pittore e, per certi aspetti, non del tutto convincente. Non altro. Gli archivi non hanno rivelato altro, neppure l’atto notarile di committenza del “Seppellimento”; non certo quello pubblicato recentemente e dimostrato falso, dico quello vero, quello autentico e inoppugnabile, così riconosciuto e certificato dagli specialisti; così come nulla sappiamo delle modalità dell’evasione dal carcere maltese e dell’arrivo di Caravaggio a Siracusa. Nessun documento lo attesta, come nessun documento ci dà certezza dell’amicizia col pittore Mario Minniti, né che questi abbia accolto a Siracusa il pittore fuggiasco, come afferma l’abate Susinno. Tutte congetture. E dunque? Di che si parla? Di che si scrive?

   La storia, la verità storica, si costruisce sui documenti. Originali. “Carta canta”, si dice, ma nel caso nostro non ci sono “carte” che cantano, cioè fonti documentarie certe, ma solo fonti narrative, letterarie, a volte attendibili, a volte implausibili, o ricopiate e trascritte. Allora mi chiedo: un conto è la corretta lettura di un’opera d’arte, la storia che essa trascina con sé come risulta dai documenti, cioè la sua genesi, la datazione, l’attribuzione, la committenza, ecc…, altra cosa è, invece, il fantasticarci sopra con il “forse”, “si pensa”, “potrebbe”, “probabilmente”, come ormai chiunque, credendosi caravaggista, si sente autorizzato a scriverne, sol perché è di moda parlare e scrivere di Caravaggio, anche ora che ricorre l’anniversario della sua nascita; oppure scrivere sterili e stucchevoli biografie che nulla di pregevole aggiungono a quel che già sappiamo.  E invece nulla di nuovo sotto il sole, nessuna novità scientifica è apparsa sul “Seppellimento” che sconvolgesse quel che già è universalmente conosciuto.

   Come mi piacerebbe sapere che qualcuno svelasse una qualsiasi epifanìa sul “Seppellimento”, come è accaduto con la “Natività” di Palermo, la cui storia, la provenienza, la datazione e la committenza, uno studioso del calibro di Michele Cuppone è riuscito a ribaltare completamente. Insomma, si pesta la stessa acqua nello stesso mortaio ed io mi indigno perché non si può continuare a sentir dire: ”Non sono un esperto di Caravaggio, ma penso che…, posso dire che…”. Basta. Non c’è più ritegno. Lasciamo in pace il “Seppellimento” che già di per sé ha seri problemi e rinunziamo alla spasmodica ricerca di improbabili riconoscimenti. Diceva Leo Longanesi che “dall’alto della propria incompetenza” ognuno può dire ciò che vuole, come fa, del resto, il mio barbiere che è diventato più esperto virologo del Prof. Galli.

Enzo Papa.

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 NOTA BENE – L’articolo di cui sopra è stato pubblicato  il  7 novembre 2021 

da LA SICILIA di Catania che ringraziamo per la collaborazione.

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