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D.d.L. Zan: “La notte nera delle vacche nere”

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D.d.L. Zan: “La notte nera delle vacche nere”

 La notte nera delle vacche nere

La tesi esposta dal D.d.L.  Zan si fonda su concetti ambigui da eliminare

di Costantino Guastella

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LIBERAMENTE, MA SENZA

TOTALE CONDIVISIONE SU MATERIA COSI’ CONTROVERSA! (B.Iacono)

Caro Direttore,

                                       il nodo che bisogna sciogliere per approvare il Dll Zan, che sarà portato al voto il 13 Luglio al Senato, principalmente va ricondotto ai concetti di “discriminazione”  e di “unità di genere”. La millenaria battaglia condotta dagli esclusi dal godimento dei diritti civili e sociali, nata dal grande disagio sanitario, economico, giuridico e della vita associata, provocato dalla cultura dell’Ipse dixit”(L’ha detto Lui) della Ragione Assoluta, purtroppo ancora in gran parte permane. La Ragione Assoluta intollerante e dispotica, una volta al potere, presentandosi con i connotati e l’immagine di una struttura naturale, universale, necessaria, aprioristica, ha per secoli a secoli utilizzato il potere in modo totalitario.

  Incredibile, ma vero. I sostenitori del Ddl Zan presi da una euforia ideologica, fondata sulla giusta rivendicazione delle violenze subite e sul godimento dei diritti civili negati alle persone omo-lesbo-transessuali, strumentalmente o involontariamente, ma sicuramente per finalità ideologiche credute giuste, hanno finito per mettersi dalla parte sbagliata, perseguita per millenni da coloro i quali hanno negato loro ogni diritto.

  L’identità di genere è il senso di appartenenza di una persona ad un genere o ad un sesso con cui si identifica. Essa si afferma quando l’individuo si percepisce nel genere o nel sesso maschile o femminile o in qualcosa di diverso da questi due generi o sessi. Una persona è definita transgender se in essa è presente una identità diversa dal genere o dal sesso assegnatole dalla realtà naturale. Al contrario è definita cisgender.

Il prof. Costantino Guastella.

Negli Stati Unititi lo psicoanalista Robert Staller, negli anni sessanta ha utilizzato il concetto di unità di  genere in psicologia e sociologia. L’uso dell’unità di genere nel contesto della vita sociale che non riguarda l’orientamento sessuale può essere fatto descrivere da quello biologico. Esso quindi può essere correlato al sesso legato alla nascita o può differire da esso. Ciò però può essere fatto sempre da un punto di vista mentale non corporale, culturale, sociale, ma non può essere fatto, dal punto di vista del genere correlato al sesso maschile o femminile né a quello che ha qualcosa di diverso da questi due generi.

  Tutte le società hanno una serie di categorie diverse di genere che possono servire come base per la formazione dell’identità sociale di una persona in relazione ai diritti e ai doveri civili goduti dagli altri individui nella società. Attualmente, siccome non è stata definita con precisione l’età entro la quale culturalmente l’unità di genere si sia definitivamente formata e anche risultando individualmente variabile l’età in cui certi problemi legati all’unità di genere e di sesso potrebbero socialmente manifestarsi, sono sorte problematiche sociali e psicologiche dovute alle discordanze nell’uso del termine unità di genere e nel come gli individui definiscono il proprio genere.

  Nelle persone Cisgender, che formano la maggioranza della popolazione, il ruolo e l’identità di genere e il sesso biologico corrispondono. Esse hanno i caratteri maschile e femminile, sentono l’identità di genere come uomo o come donna, vengono percepite dalla società come eterosessuali. Quando per un incidente o intenzionalmente vengono rimossi i genitali esterni, la libido o la capacità di esprimersi nell’attività sessuale cambiano, ma l’identità di genere può rimanere invariata. Il genere misto degli omo-lesbo–transessuali anche se socialmente, umanamente e con energia, è giustamente da considerare identico a quello degli eterosessuali e va difeso nei diritti civili, sanitari, economici, giuridici, ecc., il genere e il sesso degli eterosessuali è e rimane sempre ed ovunque diverso. Nessun tentativo, anche se involontario, inconscio, non culturalmente approfondito e non consapevole delle caotiche conseguenze che può provocare, di affermare e di fare approvare dal Parlamento una inesistente assoluta unità di genere che include anche una presunta unità di sesso, può nullificare un fenomeno naturale preposto alla conservazione della specie: la eterosessualità. Ideazioni egocentriche, immodificabili, espresse in modo dogmatico non possono inquinare il corso complesso e difficile da armonizzare ed equilibrare della vita politica, religiosa, amministrativa, economica, giuridica, collettiva dei cittadini dello Stato Italiano.

Non è una questione di schieramenti ma di tenuta e di mantenimento dell’unitaria vita pubblica e privata dei cittadini. Non si tratta di difendere una unità di genere e di sesso, perché non esiste tra gli omo-lesbo-transessuali, al cui interno delle loro coppie esistono sempre degli individui che esprimono un ruolo sessuale diverso, come maschio e come femmina. Le lesbiche sono pronte ad accettare il seme dei maschi se vogliono avere figli. Il concetto di unità di sesso che si vuole fare approvare il dld Zan va eliminato per il fatto che è ambiguo e che non è stato analizzato culturalmente e scientificamente dagli esperti delle interrelazioni psicologiche, sociologiche e pedagogiche. Esso è uno dei diversi falsi ed ingannevoli principi che contagiano ed inquinano l’atmosfera culturale che non è stato adeguatamente studiato da chi ideologicamente si crede di essere in possesso della verità assoluta. Se si vogliono veramente difendere con reciproca soddisfazione i diritti civili e le giuste rivendicazioni di tutti coloro i quali soffrono discriminazioni, violenze ed esclusioni occorre modificare il testo del Ddl Zan. 

  Si eviti l’approvazione dell’indistinta unità di genere e i pericoli d’incostituzionalità occultamente esistenti nell’art. 7. Perché con tali vaghezze idealiste i contorni si perdono e non si distinguono le differenze fra il soggetto, l’idea e l’oggetto, la natura. Di problemi il governo Draghi ne ha abbastanza e li sta affrontando con competenza. Con l’imposizione dell’unità di genere una nube di cenere oscurerebbe lo Stato Italiano. Ricordiamoci della famosa metafora lapidaria con la quale il filosofo Hegel liquidava nella “Fenomenologia dello spirito” l’Assoluto schellinghiano di identità fra l’Idea e la Natura, cioè quella “unità indifferenziata fra Spirito e Natura” simile ad una “…notte nera in cui tutte le vacche sono nere”.

              Noto, 07 Luglio 2021  –  Costantino Guastella

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