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“L’Infiorata, ovvero: – Noto e la genealogia della farfalla” di Vincenzo Greco.

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“L’Infiorata, ovvero: – Noto e la genealogia della farfalla” di Vincenzo Greco.

L’Infiorata: ovvero

NOTO e la genealogia della Farfalla” di V. Greco.

La città di Noto come specchio di crescente bellezza in un volume di

Nuzzo Monello, poliedrico  Artista, scrittore, poeta, pittore e scultore.

di Vincenzo Greco 

Nuzzo Monello: poliedrico personaggio, apprezzato scrittore, poeta, pittore e scultore, autore del libro di queste colonne, scritto in Omaggio alla Città di Noto grazie anche alla sua storia dell’Infiorata, in cui l’Urbs Ingeniosa è vista, fra i tanti storici “eponimi”, in modo particolare come specchio di crescente Bellezza dall’Arte che la rappresenta.

   Le infinite bellezze di Noto hanno da sempre ispirato sia i residenti che i visitatori. Non potevano mancare suggestioni per Nuzzo Monello, poliedrico personaggio molto noto, oltre che come ex dirigente scolastico, anche come scrittore, poeta, pittore e scultore. I trascorsi lo confermano amante della natura quando in prima linea difese il territorio notinese dall’assalto delle ciminiere petrolifere. Alla collana delle sue numerose pubblicazioni, si aggiunge, fresco di stampa “Gli eventi raccontano Noto – Il nuovo eponimo – L’Infiorata di Via Nicolaci Patrimonio dell’umanità – L’arazzo floreale del giardino di pietra” (Ed. Sebastiano Monieri-Siracusa).

   Il libro è un omaggio alla città di Noto in ricordo delle lotte per la difesa del territorio contro le speculazioni edilizie. Così Monello rievoca quel turbolento periodo: «Fu la presa di coscienza di pochi cittadini, con il contributo della facoltà di Scienze dell’Università di Catania, che rese sensibile la cittadinanza e la politica regionale al punto da elevare l’assedio speculativo a coscienza civica di salvaguardia e valorizzazione del territorio. Ogni altra proposizione politico-amministrativa unita al fermento culturale cittadino portò all’istituzione della riserva orientata di Vendicari e Cavagrande del Cassibile, e simultaneamente, per quel che riguarda la monumentalità e l’assetto urbanistico, al riconoscimento Unesco».

   In questi contesti socio-economico-culturali iniziò la metamorfosi che portò dalla indifferenza alla consapevolezza della bellezza unica al mondo di Noto, palesandosi nell’Infiorata di via Nicolaci quale Epònimo della città. Non a caso, Monello è stato fra i promotori oltre che realizzatore di artistici bozzetti ben riportati nel volume. «Tutti gli eventi narrati – confessa Monello  – furono intessuti di quell’identità che tutto comprende e che tutto possiede. In una sola parola la Nuticianità che contraddistingue Noto da ogni altra comunità. Le diverse complesse dinamiche relazionali, distinte in metamorfosi, mimesi e simbiosi hanno come componente la metafisica della bellezza di Noto. Emerge ogni anno sempre più prepotentemente la cifra che l’arte rende contemporanei in ogni tempo. L’imprinting di rinnovamento fu “Il Saluto alla Primavera che rappresentò il ritorno al mito e alla vocazione di vita naturalistica».

– Infiorata 1987, Nuzzo Monello: – Da crisalide ai conci d’archivolto –

   Monello si interroga: «Si può volere il bene di una città? Sì, se questa è il luogo ove tutto sembra appartenerti nel cuore, nell’anima, nei sentimenti e tutto come le trame di un tessuto t’imbriglia tra merletti, vuoti e pieni, e nell’insieme diviene tra i profumi espressione delle tue insolite visioni, di manifestazioni di vita, di amicizie, di affetti. Allora, sì! Hai la certezza che si può. Lascia che sedimentino le ragioni del perché ti trovi in quei posti e vivi nel cuore il riguardo per essi. Sembrerà di vedere austere, rialzate, ciascuna al proprio posto ogni pietra che, ore innanzi hai visto qua e là sparse tra i ruderi. Noto e il suo territorio sono tutto questo. E credo anche un pochino di più di come poeti, scrittori, artisti l’hanno raccontata per essersi emozionati nel vederla». 

Infiorata 1982, Nuzzo Monello: – Farfalla sui funghi –

Tanta acqua è passata sotto i ponti, ma ancora oggi Nuzzo Monello ci dice: «L’Infiorata di via Nicolaci non può che pensarsi come interesse di bene comune. E successivamente ambire a bene comune internazionale. Ho tentato, nel tempo della mia direzione artistica dell’Infiorata di via Nicolaci, di rinforzare il concetto di valore artistico prima ancora che sopraggiungesse la sovrapposta supremazia dell’effimero e dell’immediato come espressione di un turismo dell’arte uso e getta perpetrato nei confronti di un Bene consacrato all’Umanità quale valore etno-antropologico da salvaguardare. Il mio intento voleva essere chiaro, esplicito, attraverso l’esercizio della mia arte con la materia offertami dai petali dei fiori dei quali mi interessavo già da diversi anni, disegnai nella mia mente il parallelismo simbiotico tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, aderendo agli aspetti moderni dell’ecologia: il progresso civile e economico e il pieno e incondizionato rispetto per la Città e l’ambiente, e più in generale della Natura che le comprende. Percepire Noto nel suo insieme e la variegata monumentalità quale perfetta simmetria con le specie vegetali spontanee presenti in Natura nel suo territorio. Mi sembrarono tessuti dalle stesse trame; la mia fantasia suggerì che da quelle prigioni innaturali in cui Noto incubava, potesse liberarsi, risolvere la stasi come la dinamica liquefazione del bruco che rende possibile il consolidarsi della pupa che riformandosi s’apre nella metamorfosi da crisalide a farfalla spiegando a nuova e trasformata vita le sue fragili ali al sole, in libertà variopinta. 

Infiorata 1991, Nuzzo Monello: – Auschwitz –

 «Noto è divenuta una farfalla, dal bruco a farfalla, è metamorfosi e simbiosi con la Natura nello stesso tempo. La fecondità l’ha resa iniziatrice immortale. Le mie farfalle intrapresero il volo a significazione della propria esistenza».  In modo esplicativo, si riportano le note didascaliche sui bozzetti firmati da Monello: Nel 1982 ~ “Farfalla sui funghi” ~ Insostenibile per un sentire botanico, metaforicamente un controsenso per indicare che la Notofarfalla mai più sarebbe rimasta nelle condizioni di fatiscenza e improduttività, ma rigenerata avviata al progresso, come i fiori di campo profumati in omaggio alla nuova e giovane primavera.

   Nel 1987 ~ “Da crisalide ai conci d’archivolto” ~ La farfalla appena uscita dalla crisalide si poggia sulla finestra barocca erosa e semi crollata indicando la via del recupero monumentale e urbanistico della città in piena crisi sociale per le cadenti fabbriche. Nel 1991 – “Auschwitz” ~ Le farfalle divenute più numerose, dal colore monocromatico, svolazzano intorno al filo spinato dell’olocausto nei campi di concentramento di Auschwitz. Si tingevano sempre più di giallo-luce e designano la liberazione dai genocidi annunciando la pace fra gli uomini. 

Infiorata 1989, Nuzzo Monello:- Creazione –

   Simile alla delicatezza della piuma, riportiamo una significativa analogia ove fosse necessario sottolineare l’impegno etico di Monello: “Mi piace ricordare come, verso la fine del suo discorso al Parlamento Europeo, la senatrice a vita Liliana Segre il 29 gennaio 2020 abbia poi ricordato un episodio inedito ritornatole alla memoria: una bambina del campo di Terezin, prima di essere uccisa dai nazisti disegnò una farfalla gialla che volava sopra ai fili spinati.”

Vincenzo Greco

NOTA BENE: il testo di cui sopra è tratto dalla pagina culturale del 27 Maggio 2021 del quotidiano LA SICILIA di CT che ringraziamo per la collaborazione.

leggi integralmente la pagina:

GRECO SU MONELLO ne LA SICILIA 27 MAGGIO 2021

Il prof. ENZO GRECO

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NOTA A MARGINE: Il libro è stato presentato

il 28 Maggio 2021 a Palazzo Nicolaci di Noto, la cui cronaca qui a presto.    

IL prof. VINCENZO GRECO, Autore dell’articolo di cui sopra, è stato egregio Maestro Elementare, Direttore Didattico e Dirigente scolastico: da decenni è un validissimo Giornalista, che onora non solo il quotidiano LA SICILIA come Corrispondente culturale ma tutta la categoria del nostro Giornalismo italiano.

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