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Neuroni specchio: fondamentali per la conoscenza.

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Neuroni specchio: fondamentali per la conoscenza.

                    Filosofia della interrelazione scientifica:               

 La scoperta dei neuroni specchio

è fondamentale per la conoscenza dell’attività del pensiero.

di  Costantino Guastella

Scoprire come nel pensiero avviene naturalmente lo sviluppo delle leggi delle forze fondamentali interazionali che regolano l’attività mentale di tutte le nostre idee e le correlano tra loro, agendo biologicamente e meccanicisticamente sulle particelle originarie e intermedie di energia-massa dei neuroni motori che naturalmente formano e connettono le nostre idee, oggi per la filosofia della interrelazione scientifica rappresenta la più importante conquista per la comprensione dell’organo più misterioso dell’universo umano: il cervello.

Il cervello è l’unica parte del corpo umano la comprensione del cui funzionamento ancora sfugge alla conoscenza. In questi ultimi decenni notevoli progressi, per trovare la strada che conduce alla conoscenza dei processi evolutivi che segretamente svolge la nostra attività di pensiero, sono stati realizzati in vari campi del sapere. Per questo motivo presto, oltre a stabilire con maggiore esattezza la collocazione delle varie aree del cervello e più dettagliatamente la sua struttura, grazie alla biologia molecolare, alle ricerche sperimentali e all’uso di tecnologie di neuroimmagine, saremo in grado di misurare in modo soddisfacente il metabolismo cerebrale. Esso ci permetterà di analizzare e studiare la relazione tra l’attività di determinate aree cerebrali e le loro specifiche funzioni nel cervello. Quindi tra non molto tempo finalmente saremo in grado di decifrare i segreti dell’attività del nostro pensiero nella mente e ciò ci fornirà la chiave per la piena comprensione della nostra “identità” di esseri umani unici e irripetibili. I ricercatori della filosofia della scienza sostengono che per raggiungere la piena e chiara comprensione della nostra “identità” di esseri umani, nonostante il cambiamento dei nostri attributi, dei nostri accidenti e dei nostri modi, sia fondamentale conoscere scientificamente l’identità indifferenziata di particelle elementari di energia e massa che universalmente formano e sviluppano unitariamente ogni essere umano. Il “concetto d’identificazione conoscitiva dell’Io” che ogni individuo elabora creativamente nella coscienza è un processo psicologico prevalentemente inconscio. Esso riguarda la concezione che un individuo ha di se stesso, nell’individuale e nella società, quindi quale insieme di caratteristiche unitarie corporali e mentali che rendono l’individuo unico e inconfondibile, e inoltre riguarda ciò che ci rende diversi gli uni dagli altri.

L’identità individuale razionale dell’attività corporale e di pensiero, analizzata criticamente, mostra che essa pur essendo identica nella dimensione spaziale, nella dimensione del tempo non è immutabile, ma si trasforma con la crescita e i cambiamenti sociali. Ciò dimostra che non è assoluta, indeterminabile, necessaria, soprannaturale, ma che è relativa, determinabile, casuale, naturale. La filosofia dell’interrelazione scientifica ritiene che tra le molte ipotesi teoriche formulate in questi ultimi decenni per conoscere sperimentalmente l’attività conoscitiva del pensiero la più importane, al fine di aprire ai ricercatori la porta fondamentale per decifrare oggettivamente la tecnologia mentale che è alla base dell’attività della ragione umana sia quella legata alla scoperta dei “neuroni specchio”.

  Tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso la scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma coordinato da Giacomo Rizzolatti1. I “neuroni specchio” appartengono ad una classe di neuroni motori che si attivano inconsciamente. Questa attivazione involontaria essi la mettono in funzione sia quando un individuo “esegue” un’azione sia quando lo stesso individuo “osserva” la medesima azione finalizzata compiuta da un altro soggetto qualunque.

Fondamentale è quindi, nell’analisi critica, tenere presente che sia quando un individuo “esegue” un’azione sia quando lo stesso individuo “osserva” la stessa azione dinamicamente volta a realizzare un fine compiuta da un altro soggetto, le due attivazioni avvengono inconsciamente. Dall’attivazione naturale, involontaria, dell’attività dei “neuroni specchio” quindi nasce la conoscenza cosciente dell’individualità umana dell’Io pensante e riflettente.  Riflettendo su quanto osserva specularmente l’attivazione spontanea dei ”neuroni specchio” l’Io penso cosciente elabora mentalmente anche la valutazione e la scelta dei giudizi analitici, sintetici e sintetici a priori, che l’attività del suo pensiero culturalmente ha elaborato e rappresentato figuralmente nella mente. La filosofia dell’interrelazione scientifica, basata fondamentalmente sulla costanza della velocità della luce, la relatività e il principio d’indeterminazione, al fine di fornire la chiave per decifrare i segreti della mente e raggiungere le piena identità di esseri umani, tiene in gran conto la scoperta dei “neuroni specchio”, Quindi quando coscientemente il soggetto agente e osservante, riflettendo, specularmente percepisce  con i sensi di avere di fronte a sé un oggetto in movimento simile a quello che ha percepito eseguendo la stessa azione finalizzata, il suo pensiero è sottoposto ad un’attivazione inconscia che avviene spontaneamente nel suo cervello. Per questo motivo di natura biologica l’azione del pensiero, nel processo di formazione e connessione delle idee, è sempre stata, e sempre sarà, soggettiva, inconscia e pulsionale. Tale “processo d’ideazione” esclusivamente individuale, (difficile a credersi), pur basandosi soggettivamente sullo stesso tipo di neuroni motori produce identificazioni diverse da persona a persona creando individuali rappresentazioni figurali mentali originali.

   Nell’insieme la comprensione dei contenuti interiormente profondi dell’attività cerebrale è e rimane un’attivazione di azioni finalizzate, complessa ed indefinita, sconosciuta dalla coscienza dell’individuo. Essa quando diventa patologica per essere portata dalla realtà interna a livello cosciente, corrispondente alla realtà esterna e a ciò che è oggettivamente vero, deve essere sottoposta ad analisi socio-psico-pedagogica. Inoltre se nel soggetto si vogliono eliminare i condizionamenti derivanti dall’attivizzarsi delle varie forze    istintive considerate genericamente, da alcune concezioni filosofiche e teologiche forze che premono nella direzione del demoniaco, i processi d’ideazione, di formazione e connessine delle idee attualizzati inconsciamente, devono essere psicoanalizzati. L’inconscio è una delle forme psichiche dell’essere umano. La sua attività elabora culturalmente nel tempo i contenuti non risolti nell’attività dall’intellezione razionale cosciente o non risolvibili nel divenire del pensiero, ma attivamente presenti nella personalità. Così il sistema nervoso dell’individuo ne riceve stimolazioni, restrizioni, perturbazioni emotivo-affettive, desideri di rivalsa, di affermazione, di rinnovamento, che premono attraverso le varie forze istintive che si attivizzano e spingono nella direzione vitale, dinamica, intensa e profonda, dell’interiorità inconscia soggettiva.

Tutte le esperienze rimosse perché vissute come pericolose o come colpevoli o come sgradevoli dal soggetto assieme alle non poche proibizioni e agli imperativi che provengono da una progressiva interiorizzazione delle istanze normative trasmesse e fatte valere soprattutto nella prima infanzia tramite l’educazione compaiono e si manifestano come elementi di discontinuità, di disarmonia. Essi erano ritenuti nel passato come eventi dovuti all’intervento di un “Demone” o di un “Genio”, capace d’influire nella vita degli esseri umani mediante l’attribuzione di facoltà soprannaturali, d’illuminazione o d’ispirazione, che agiva attivamente nei comportamenti, nelle calamità, nelle malattie e nelle guarigioni.

                                                                              Costantino Guastella

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1) – Giacomo Rizzolatti è il padre della teoria dei neuroni specchio definita da molti come la scoperta neurobiologica più importante del novecento. Si tratta di una particolare classe di neuroni che ci aiuta a comprendere l’altro attivandosi quando una persona compie un’azione ma anche quando la vede fare. (Vedi: https://www.genteditalia.org/2019/06/17/i-neuroni-specchio-che-aiutano-a-capire-gli-altri-giacomo-rizzolatti-in-uruguay/ )

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