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Siracusa: Covid19, una storiella esemplare!

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Siracusa: Covid19, una storiella esemplare!

Davanti ad un Supermercato:

Siracusa: Covid19, una storiella esemplare!

di Enzo Papa

Siracusa,18 marzo 2020, ore 9,30 davanti ad un supermercato. All’esterno un contanumeri. Una regolare fila di persone, soprattutto donne, con la mascherina. Tutte col numero in mano ad aspettare ordinatamente il turno. Due uomini anziani, Tizio e Caio, discutono sorridenti, l’uno accanto all’altro, senza mascherina, senza guanti. Si raccontano cose allegre.

Una signora di una certa età invita i due a mantenere la distanza, ma Tizio risponde malamente alla signora, perché si immischia negli affari degli altri. La signora gli dice che si tratta di un comportamento scorretto e di rispetto degli altri in attesa di entrare, i quali  annuiscono e anch’essi si rivolgono a Tizio. Intervengo io, in fila per fare la spesa con regolare autocertificazione, guanti e mascherina, a dare man forte alla signora e a darle ragione. Tizio allora si scaglia anche contro di me, urlando e dando quasi in escandescenze: volano parolacce di tutti i tipi, offese, minacce. L’aria si surriscalda. Qualcuno dice di chiamare la polizia, per il bene di tutti. Lo faccio io.

Emergenza coronavirus. Code ai supermercati.

 Proprio nel momento in cui Tizio mi rincorreva per aggredirmi, arriva una volante, una coppia di poliziotti, senza mascherina. Per prima cosa vengono chiesti i documenti a me, che ho telefonato. Poi si rivolgono a Tizio e gli chiedono cosa sia successo. Si capisce cosa abbia detto. La poliziotta afferma, facendolo sentire a tutti, che non è un obbligo portare la mascherina e dunque il signore ha ragione perché è in fila col numero per fare la spesa. Il torto è mio che ho disturbato la polizia per queste sciocchezze e anche della signora che poteva anche starsene a distanza di sicurezza, come tutti.

 Un altro signore, sopraggiunto senza mascherina, inveisce anch’egli contro di me, mentre gli altri clienti in fila in attesa di entrare restano sbalorditi per il comportamento di Tizio, del nuovo compare e della polizia. Soprattutto della polizia. A nessuno è stata chiesta  l’autocertificazione, che è un obbligo, e neppure è stato raccomandato di stare chiusi in casa. Infine un’ulteriore minaccia nei miei confronti  da parte di Tizio mentre il poliziotto, fingendo di non sentire, risaliva in macchina.

“Ma chi me l’ha fatto fare?” mi dicevo, mentre mi rimettevo in macchina per andare a fare la fila in un altro supermercato. Ma anche lì, gente senza mascherina e a meno di un metro l’una dall’altra, in attesa del turno per entrare.  

Ho rimesso in moto la macchina. Oggi pastina con l’olio.

(Come aveva ragione Sciascia di “Una storia semplice”!)

                                                                          Enzo Papa           

NOTA BENE: L’articolo è tratto da LA SICILIA di CT del 19 Marzo 2020

  1. Sarà o potrà essere? Non disturbate i molestatori litigiosi e i strafottenti di nome “tizio”, perché altrimenti sarete accusati di provocare “disordine della quiete pubblica” e di distrazione dal lavoro di chi è chiamato autorevolmente a intervenire. Fatevi i fatti vostri, ultimo slogan in tempi di covid19. Ciao Italia – ailatI, com’è brutta la scritta vista allo specchio. (INVIATO al Direttore da: prof. NUZZO MONELLO)