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Addio a Padre Giorgio Leone, decano dei Frati e «anima» della Noce.

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Addio a Padre Giorgio Leone, decano dei Frati e «anima» della Noce.

Addio a Padre Giorgio Leone, decano dei Frati e «anima» della Parrocchia S. Cuore alla Noce.

Nato a Prizzi, aveva 95 anni e fu ordinato

sacerdote a 23 anni dal Cardinale Ruffini di Palermo.

di  Alessandra Turrisi

Riceviamo e pubblichiamo

la notizia sulla scomparsa del ns. Amico e Maestro, tratta dall’odierno Giornale di Sicilia di Palermo.

 PALERMO, 11 Marzo 2020 – Solo i confratelli potranno dirgli ad­dio, durante una celebrazione a por­te chiuse questa mattina nella parrocchia del Sacro Cuore alla Noce. Ma saranno rappresentanti di un intero quartiere e di un popolo di amici e fedeli, che durante il suo lunghissimo ministero sacerdotale ha guidato e visto crescere e che avrebbero affollato la chiesa in assenza dell’emergenza Coronavirus.

Sene è andato a 95 anni padre Giorgio Leone, decano della provincia di Sicilia dei Frati minori conventuali, che nell’estate 2017 aveva festeggiato i suoi 70 anni di sacerdozio. «La preghiera mi ha accompagnato durante la mia lunga vita sacerdo­tale ed è stata la mia forza» aveva detto proprio in quell’occasione durante la messa di ringraziamento per quel traguardo raggiunto e festeggia ­ to con i suoi confratelli e col ministro provinciale, padre Gaspare La Barbe­ra, che oggi gli darà l’estremo saluto.

Una vita attivissima quella di pa­dre Leone, nato a Prizzi e ordinato il 6 luglio 1947, a 23 anni, dal cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo. Padre Giorgio ricordava di avere conosciuto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quando tiravano calci al pallone nelle strade della Kalsa. Di­versi sono stati gli incarichi che nella sua lunga vita padre Giorgio ha svol­to: insegnante di materie letterarie nel liceo del convento del Sacro Cuo­re alla Noce, delegato per le vocazio­ni, direttore della rivista «Ardori Serafici•>, assistente della Gioventù parrocchiale. Dal 1953 al 1961 fu a Noto; poi passò a Palermo nel convento di San Francesco d’Assisi.

P, Giorgio Leone, in una foto degli ultimi tempi.

Diventò ministro provinciale nel 1970, poi venne chiamato a Roma, al vertice del centro nazionale della Milizia dell’Immacolata. Dal 1988 tornò alla Noce, dove è rimasto fino alla fine, infaticabile studioso e vice postulatore delle cause dei santi, ha portato avanti l’iter canonico per la beatificazione di fra’ Luigi Lo Verde, che oggi è stato inserito nell’elenco dei venerabili. Anche con la sua collabo razione, mentre era provinciale dei frati conventuali padre Matteo La Grua, nacque il centro Massimiliano Kolbe di Carini, al quale padre Gior­gio, “archivio vivente dell’ordine dei frati minori conventuali di Sicilia”, dedicò un bel libro alcuni anni fa.

Il  direttore dell’Officina  di studi medievali, Diego Ciccarelli, ricorda l’impegno di padre Leone per la Biblioteca Francescana, alla quale contribuì anche con donazioni per accrescere il patrimonio librario. Studioso raffinato e divulgatore, fino a un anno fa organizzava corsi di educazione alla salute per gli anziani del quartiere Noce, con la collaborazione di medici esperti. Coloro che l’hanno conosciuto ricorderanno la dolcezza, la simpatia e il profondo tratto umano di questo colto frate. 

Alessandra Turrisi 

  1. Angelo Fortuna says:

    Padre Giorgio Leone era l’anima di noi ragazzi scout della diocesi di Noto, soprattutto all’epoca dei campeggi a Bauly presso Palazzolo Acreide negli anni 50. Mi inchino dinanzi a lui che ho ricordato, sotto altro nome, in vari miei racconti. Grande sacerdote, grande padre conventuale, grande studioso, grande cristiano, grande uomo. Sono commosso.

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