subscribe: Posts | Comments | Email

Asti: sull’importanza della Biblioteca Astense!

Commenti disabilitati su Asti: sull’importanza della Biblioteca Astense!
Asti: sull’importanza della Biblioteca Astense!

IMG_0040

La Biblioteca è una “piazza” dove incontrarsi

 La Biblioteca va progressivamente perdendo il carattere di centro di ricerca e documentazione per diventare sempre più un luogo di aggregazione e ad Asti è uno dei pochi a disposizione dei giovani.

di  Donatella Gnetti

Le biblioteche non sono passate indenni attraverso i mutamenti che la rivoluzione tecnologica ha portato con sé a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, anzi ne sono state profondamente influenzate proprio in qualità di luoghi deputati alla conservazione e diffusione di conoscenza e sapere. A ben vedere l’e-book non ha comportato conseguenze significative sulle biblioteche, non ha avuto – almeno ad Asti – quell’effetto destabilizzante che era stato paventato: i lettori astigiani continuano a prendere in prestito e a leggere volentieri libri in carta e inchiostro e solo una minoranza si rivolge alle nuove tecnologie.IMG_0050

Ma per quanto riguarda l’uso della sede le cose sono cambiate in maniera rilevante. Sempre più raramente i lettori vengono in biblioteca per fare ricerca su testi di cui non dispongono a casa (l’illustre enciclopedia Treccani giace negletta e polverosa), convinti per la maggior parte che una ricerca tramite Google e la risposta di Wikipedia siano in grado di soddisfare qualunque esigenza o curiosità intellettuale. Per non parlare di tesi e tesine già fatte e facilmente scaricabili, o degli appunti disponibili on line su qualsivoglia argomento per la felicità degli studenti. Neppure le collezioni di periodici, un tempo ‘saccheggiate’ per i fini più disparati (compresa la necessità di conoscere il valore della propria auto secondo l’autorevole quotazione di Quattroruote), sono in grado di reggere la concorrenza di Internet, dove gli stessi risultati sono a portata di click con una ricerca sicuramente più rapida e immediata.

IMG_0023IMG_0057

 

 

 

 

 

 

 

 

Le biblioteche sono dunque condannate a una vita residuale, visto che il libro cede alla rete dispensatrice automatica di scienza e conoscenza? Non credo: ogni ricerca, accanto a valori quali rapidità, facilità e immediatezza, deve (o almeno dovrebbe) offrire un’intrinseca qualità di risultato. Quella stessa qualità che opere come la Treccani (o la collezione di Quattroruote in un ambito totalmente diverso) garantivano. Invece nella rete non solo c’è tutto, ma c’è anche “di tutto”; così la mancanza di acribia critica e la passiva accettazione della prima risposta proposta generano, se non proprio i mostri figli del sonno della ragione, quantomeno sciocchezze, superficialità e a volte qualche equivoco divertente.

IMG_0058Fondamentale, dunque, è consultare la rete armati di sana prudenza, controllare le fonti, valutarle e soltanto dopo averle verificate prendere per buono il risultato proposto. Tuttavia, pur agendo con tutte le accortezze dovute, è innegabile che le nuove possibilità di ricerca hanno ampiamente ridimensionato il ricorso a strumenti che, prima dell’avvento di Internet, soltanto le biblioteche erano in grado di offrire. Eppure, chiunque si affacci nella nostra Biblioteca in una qualsiasi di queste giornate d’autunno, troverà occupati tutti i tavoli della Sala Colonne e del chiostro, nonché qualche lettore che, complice il clima ancora mite, si attarda ai tavolini in cortile: non stanno consultando testi della biblioteca, studiano per lo più su libri e volumi che si sono portati da casa; però vengono a studiare in biblioteca. Ogni giorno, per tutto l’anno. Non è un fenomeno astigiano, ma generale: la biblioteca va progressivamente perdendo il carattere di centro di ricerca e documentazione per diventare sempre più un luogo di aggregazione, nella nostra città uno dei pochi a disposizione dei giovani.

Asti: il "Platano di Palazzo Alfieri" piantato nel 1849 per i cento anni della nascita di Vittorio Alfieri, la cui dimora s'affaccia anche su Piazza Cairoli ove s'ammira una così bella iniziativa a due passi dalla Biblioteca Astense.

Asti: il “Platano di Palazzo Alfieri” piantato nel 1849 per i cento anni della nascita di Vittorio Alfieri, la cui dimora s’affaccia anche su Piazza Cairoli ove s’ammira una così bella iniziativa a due passi dalla Biblioteca Astense.

L’idea della biblioteca come piazza di incontro, capace di svolgere un ruolo di coesione territoriale, sociale e culturale è presente da tempo nelle discussioni teoriche, che anzi propongono articolazioni interne in tanti “sottospazi”, dove alcuni trovino il silenzio, la concentrazione e la solitudine, mentre altri la convivialità.

È necessario, in altre parole, che le biblioteche diventino veri e propri luoghi pubblici, dove sia possibile trovare risposte a esigenze diverse. Ed è a questo che pensiamo quando vediamo i ragazzi interrompere gli studi per giocare con un videogame al computer o per una tradizionale partita alle carte: alla possibilità di vivere in modo alternativo, nuovo e adatto alle loro necessità un luogo fino a ieri considerato esclusivamente deputato alla conservazione dei testi, caratterizzato nell’immaginario collettivo da un’atmosfera seriosa, dove soffermarsi soltanto per il tempo strettamente necessario a concludere la propria ricerca.

Oggi, invece, abbiamo la sensazione che i frequentatori della biblioteca – gli studenti, ma anche i lettori più adulti che sostano per interi pomeriggi nella sala riviste – si sentano perfettamente a proprio agio in un ambiente luminoso, colorato, ma soprattutto accogliente e confortevole: proprio come nel salotto di casa loro.

Donatella Gnetti  –  Direttore della Biblioteca Astense

NOTA BENE: Il testo di cui sopra è  pubblicato nella Newsletter n° 51 – 2016 inviataci da Cepros Asti Onlus <info@multi389.postfix.bmsend.com> per conto di Cepros Asti Onlus <info@ceprosasti.it>.  Tutte le foto, invece, sono del ns. Direttore prof. Biagio Iacono,  utente con tessera della Biblioteca Astense, alla quale da tempo ha donato molte delle pubblicazioni della sua Sicula Editrice-Netum.

Comments are closed.