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Noto: il Vescovo A. Staglianò su due “realtà” netine.

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Noto: il Vescovo A. Staglianò su due “realtà” netine.

    Noto: il Vescovo A. Staglianò su due “realtà” netine.

NOTO, 16 Gennaio 2015 – Il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, alla vigilia della sua partenza per Butembo Beni in Congo, ci ha inviato due, diciamo, “Riflessioni in pubblico” su nostre “realtà” che superano di molto ed in meglio le relative “idee” da cui nacquero in origine: – Progetti di “Economia solidale” alla Zisola di Noto e – Il punto sul Centro cardiologico “Pino Staglianò”. Mentre auguriamo ogni bene per la di lui prossima missione, mi permetto  una “noterella filosofica” in margine all’argomento sull’esistenza di Dio di S. Anselmo d’Aosta, di cui tratta il ns. Vescovo. Biagio Iacono

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 << 1) “Economia solidale”alla Zisola – Carissimi, obiettivamente la realtà di quello che sta sorgendo alla Zisola è “più grande” dell’idea che lanciammo appena giunti a Noto nell’aprile del 2009: l’idea di mettere a disposizione i beni mobili e immobili della nostra Diocesi a cooperative di giovani che potessero sviluppare progetti di “economia solidale”. “La realtà è più grande dell’idea”, dice papa Francesco in Evangelii gaudium. Questa affermazione “resta una idea bella e promettente”, annotai qualche giorno fa. E’ vero, è un’idea neoplatonica, utilizzata da Anselmo d’Aosta per la sua dimostrazione dell’esistenza di Dio nel Proslogion. Ve lo ricordate l’unum argumentum, cioè la sola mossa con cui il priore del Bec voleva corrispondere al desiderio dei suoi monaci che gli chiesero di dimostrare “sola ratione” che Dio esiste (senza alcun riferimento alla fede e con la sola potenza della ragione, questa era la richiesta). La cosa tormentò Anselmo al punto che per diverse notti non riuscì a dormire, restando fisso su quel pensiero, fino a quando non gli venne l’idea giusta; e, allora, immagino, gridò come Archimede: “eureka”, ho trovato, ho scoperto. La diciamo così: “se senti la parola Dio, allora hai la sua idea – id quo maius cogitari nequit = ciò di cui non si può pensare il più grande”; “ dunque, “Dio esiste”; Perché? “Perché se Dio (=ciò di cui non si può pensare il più grande) non esistesse nella realtà (=in re), qualunque cosa che esiste nella realtà (per esempio, il mio naso, un bicchiere, un albero…) sarebbe più grande di colui di cui non si può pensare il più grande”. Semplice! Certo, solo se funziona l’idea neoplatonica secondo cui “la realtà è più grande dell’idea”.  Bella mossa, davvero bella, se i grandi filosofi di tutti i tempi si sono cimentati con questa prova. Bella la mossa, perché sempre più bella è l’idea che ha funzionato per rendere la mossa bella. Qual è l’idea che sta funzionando, mentre alla Zisola si continua a lavorare? Quale bellezza avrà questa realtà che è “più grande” dell’idea perché resa sempre più grande dall’idea. Un caro saluto a un giorno della partenza in Congo. Di cuore +don Tonino

2) – Centro cardiologico “Pino Staglianò” – Anche il Centro cardiologico “Pino Staglianò” era una idea, quando nel gennaio 2010 abbiamo posto la prima pietra. Partirò per Butembo il 17 gennaio e mi fermerò fino al 26, insieme ad una delegazione diocesana, cui si unirà il gruppo di don Totò Giordanella. Potrò finalmente inaugurare ufficialmente il Centro cardiologico, già all’opera dal 14 Luglio 2014. Poiché era un’idea e ora è una realtà, qualcuno potrebbe dire che “l’idea si è concretizzata”, “l’idea non è rimasta idea, ma si è trasformata in realtà”. Non è così. L’idea del Centro “è ancora una idea”, perfettamente bella, grande, maestosa. E’ un’idea-paradigma, cui fa riferimento un’azione che da corpo, figura e concretezza alla realtà che già splende nell’idea. La realtà splende nell’idea e a poco a poco prende corpo: l’idea norma e dirige questa realtà che assume “forme corporee”. Nell’idea c’è una grandezza che nessuna sua realizzazione potrebbe uguagliare. Ecco perché, qui, l’idea è un orizzonte capace di accogliere quanto la Provvidenza (anche in faccia ai nostri progetti… alla fin fine limitati) può fantasiosamente realizzare. Così è capitato che a Natale – sono stato contattato per gli auguri natalizi dal gruppo del policlinico Morgagni di Catania (guarda un po’, mi avevano sentito cantillare su You Tube nell’omelia ed era piaciuta la forma della comunicazione). Sono venuti il 10 gennaio a Noto, hanno assistito alla S. Messa, abbiamo pranzato insieme e parlato del Centro cardiologico Pino Staglianò. Abbiamo approfondito l’idea, siamo entrati di più nell’idea che per sé si lascia navigare come fosse un oceano e… cosa abbiamo “ideato”? Grandi idee, di cui verrete presto a sapere, appena a una a una cominceranno a prendere forme corporee…allora saprete, perché potrete “vedere” con i vostri occhi. Ringraziamo la Provvidenza che sta benedicendo le nostre idee.   Vi abbraccio +don Tonino >>

______NOTA A MARGINE: Caro Monsignore,  Se non ricordo male…la  famosissima “Prova Ontologica “ di S. Anselmo d’Aosta sull’esistenza di Dio – che resse magnificamente per secoli sino a Kant –  non fu da questi “dimostrata” insostenibile con l’altrettanto esempio kantiano dei cento talleri “pensati” in tasca ma non, per questo, realmente posseduti? Pensare Dio non significa, per Kant, che Dio – sul piano della Ragion Pura – esista realmente in quanto facciamo un “salto” non coerente dal piano “Logico” della pura Ragione al piano ”Ontologico” della concreta realtà dell’esistente!

Ella fa e dice benissimo quando, nella presenza della Provvidenza nella Storia, riflette sulla “Realtà” che spesso supera le “Idee” che ci mossero in origine, come mi par di capire dalle notizie che mi scrive: ma il discorso sull’esistenza di Dio, anche partendo dall’Idea dell’Essere rosminiana, necessita kantianamente non del piano della Ragion Pura ma di quello della Ragion Pratica: non Le pare, ancor oggi, sostenibile tale indagine filosofica, vecchia ormai da più di due secoli? Tanti ci siamo…fermati a Kant e soddisfatti di tale “dimostrazione”. Per ora Le auguro BUON VIAGGIO e so bene che un discorso del genere NON può limitarsi a queste ottocentesche posizioni e che…lo riprenderemo – come d’accordo – alla prima occasione. Cordialmente.  Biagio Iacono

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