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Noto: Vendicari, un tesoro salvato per caso!

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Noto: Vendicari, un tesoro salvato per caso!

VENDICARI, UN TESORO SALVATO PER CASO!

di Giuseppe Iuvara

   La Riserva Naturale Orientata di VENDICARI si estende lungo il tratto costiero che va dagli scavi di Eloro a San Lorenzo, a pochi chilometri dalla città Pachino. Attualmente è in corso l’iter per estenderla, sul confine Nord, fino alla spiaggia della Pizzuta.

Si tratta di una zona umida fra le più importanti d’Europa tanto da essere inserita, col codice IT 043, nella convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, in particolare quale habitat degli uccelli acquatici, che fu firmata a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971. Gli scopi della Convenzione sono quelli di favorire la protezione di questi luoghi mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione e la valorizzazione.SONY DSC

All’interno della Riserva oltre alle valenze naturalistiche rivestono notevoli interesse i segni dell’uomo. Si va dalla Città di Eloro, a Nord, fino alla Chiesa Bizantina, detta Trigona, a Sud. Nella parte centrale della riserva si può ammirare la Torre Sveva, fatta costruire da Pietro D’Aragona, Duca di Noto, attorno al 1430 per difendere il territorio dalle incursioni dei pirati. Nella stessa zona vi sono i resti dell’edificio della tonnara con la fabbrica per la lavorazione del tonno, adiacente alla salina, e le case dei pescatori.

Tutta questa bellezza, nel corso del secolo passato, ha corso più volte il rischio di essere cancellata o per lo meno irrimediabilmente deturpata.

Nel 1928 si prospettava la bonifica dei pantani di Vendicari e Roveto. Infatti, dando seguito a un decreto reale del 15 dicembre 1927 era stato costituito, ad Avola, un consorzio per la bonifica dei pantani. Per fortuna i lavori non furono mai eseguiti.

27_12_70Negli anni settanta si propose la realizzazione di una zona industriale tra la Piana e Vendicari. Era particolarmente interessata al progetto l’ISAB. Si entrò però in conflitto con Siracusa. Molti dei politici locali erano favorevoli. Alcuni ambientalisti, principalmente Bruno Ragonese con L’Ente Fauna Siciliana, si opposero e grazie anche al loro impegno e a una serie di fatti casuali fu evitato il disastro. Questa posizione fu allora criticata da molti che, come al solito, accusavano gli ambientalisti di essere contro il progresso, contro il lavoro, oscurantisti e di tante altre simili amenità come testimonia la stampa del tempo. Fu certamente una decisione politica, caldeggiata dai deputati Siracusani, che dirottò sul territorio a Nord del capoluogo la realizzazione della zona industriale.  Possiamo ora affermare che quello che allora fu considerato, dai più, uno scippo era la premessa per la sopravvivenza della zona Sud. A conferma di ciò basta vedere quanto sta accadendo, purtroppo, nella zona industriale di Siracusa: disoccupazione e quasi nessuna possibilità di riutilizzare un territorio altamente inquinato, per non parlare poi della salute dei residenti che corre gravi pericoli. Uno per tutti è l’aumento certificato dei casi di tumori.

Scampato quel pericolo ecco che pochi anni dopo se ne presenta un altro, più subdolo perché camuffato come un improbabile investimento turistico. Siamo temporalmente tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80. Un gruppo di imprenditori, in prevalenza Catanesi, volevano trasformare l’area di Vendicari in un mega villaggio turistico.

Si resistette alle proposte suggestive di uno sviluppo effimero. La tutela del territorio fu messa al primo posto, almeno da alcuni, e già, forse, si iniziò a intuire che i villaggi turistici – mega strutture isolate dal contesto culturale locale – non erano risolutivi per l’economia.

Questi signori arrivarono a ipotizzare la creazione di fantomatiche torri per ospitare gli uccelli selvatici. Comunque anche allora per una concatenazione d’impegno e casualità il progetto fallì.

In quegli anni si faceva sempre più pressante la richiesta degli ambientalisti per l’istituzione di una zona protetta a Vendicari.

Vendicari 2 Finalmente, dopo alterne vicende, con il Decreto Regionale del 14 marzo 1984 fu istituita la Riserva Naturale Orientata (RNO) di Vendicari e la gestione fu affidata all’Azienda Foreste Demaniali. Con Decreto Regionale del 30 maggio 1987 fu poi emanato il regolamento, sia per la riserva sia per la pre-riserva, con le prescrizioni e i divieti per la tutela della zona umida. Con lo stesso si impose ai comuni di elaborare il “piano di utilizzo” della pre-riserva entro il termine di 180 giorni. Ad oggi dopo oltre venti anni del piano esiste solo la bozza.

A guardare quella meraviglia che è la zona A della RNO, senza conoscere gli antecedenti, si potrebbe avere l’impressione che siamo, da sempre, attenti al nostro patrimonio naturale. Bisogna invece ricordare che tutta la zona umida, per decenni, è stata luogo franco per i bracconieri provenienti da ogni parte della Sicilia. Se questo tratto di costa non è pieno di villette e casette ciò è avvenuto perché, per buona sorte e per la mentalità del tempo, era troppo lontano dai centri abitati o almeno da agglomerati già esistenti; inoltre erano del tutto assenti i servizi primari quali luce, acqua e telefono. E poi… le “zanzare davano fastidio”. A conferma di ciò basta osservare cosa è avvenuto al Lido di Noto e alla costa vicino a Pachino.

Anche in questo caso è stato un fatto casuale e non una scelta a salvare questo tratto di costa.  La Zona Sud del Siracusano, nella sua vastità, ha ricchezze naturalistiche, archeologiche e paesaggistiche che ci permettono di affermare, senza tema di smentita, che è ricca, in senso lato, di beni culturali. Ora resistere alle tante effimere chimere, che promettono subito ricchezza in cambio del “consumo” del patrimonio, è un dovere per ogni amministratore ma soprattutto è un dovere per una popolazione culturalmente avanzata.

Il patrimonio che possediamo dobbiamo amministrarlo come buoni padri di famiglia e quindi resistere alle lusinghe, utilizzarlo al meglio, migliorarlo conservandone tutte le peculiarità al fine di consegnarlo ai nostri figli in condizioni migliori.

Proprio per questo dobbiamo allargare l’orizzonte e impegnarci per la realizzazione dell’AREA MARINA PROTETTA. Questo è un altro traguardo da raggiungere insieme alla fruizione consapevole di Vendicari ricordandoci che le “casualità favorevoli” non si ripetono spesso.

  Giuseppe Iuvara

NOTA BENE: L’articolo è tratto da ” GRIFONE “ , Bimestrale dell’ENTE FAUNA SICILIANA, n° 2/Anno XXIV del 30 Aprile 2015, pag. 11

 

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