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Noto: all’UNITRE il romanzo di Corrado Calvo.

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Noto: all’UNITRE il romanzo di Corrado Calvo.

Continua il successo del romanzo “Nel nome del padre. Dear Frank, Giorgio caro”

CALVO 1Noto- “Nel nome del padre. Dear Frank, Giorgio caro”, secondo romanzo dello scrittore Corrado Calvo, continua a riscuotere consensi. Con la sua proposta letteraria, l’autore rosolinese, abile narratore di storie, ha entusiasmato il folto pubblico presente venerdì 10 aprile nell’ex Cantina Sperimentale, in Piazza Pantheon, in occasione della presentazione dell’opera organizzata dall’UNITRE di Noto. Franco Castello, preside dell’UNITRE, ha aperto i lavori ringraziando l’autore e i membri di Cultura & Dintorni che hanno animato i diversi momenti del pomeriggio letterario. Relatrice unica la studiosa di tradizioni locali Ignazia Iemmolo Portelli, che ha svelato la genesi dell’opera e la struttura del romanzo, dotato di un impianto narrativo che ricorda i feuilleton per i colpi di scena e si serve della tecnica della variatio, con sequenze narrative di lunghezza variabile autonome rispetto alla trama principale, che rendono seducente la lettura. “L’autore – ha commentato la fine poetessa- sentiva impellente il bisogno di raccontare una storia, tante storie di persone che aveva conosciuto o immaginato, che avevano vissuto drammi e passioni, paure e speranze, emozioni inconfessate, scelte mancate, ipocrisie, rimpianti, rimorsi; storie, direbbe il nostro Vescovo, di esseri umani e Corrado ha raccontato senza lenocini o virtuosismi letterari queste storie, servendosi di un lessico semplice, ma incisivo ed accattivante, riservando risvolti e sviluppi imprevedibili”.

CALVO 2Il romanzo “Nel nome del padre. Dear Frank, Giorgio caro” richiama sin dal titolo i due co-protagonisti, Giorgio Belluomo, impiegato comunale e giovane impegnato in politica, e Francesco Belluomo, padre di Giorgio, che l’Autore chiama con l’inglese Frank, perché soldato in guerra, che verrà nel corso degli eventi fatto prigioniero e tradotto in Inghilterra. Un intreccio di storie che si muovono nell’alveo del romanzo psicologico, storico, di analisi, epistolare, che fanno riflettere sul senso della fragilità delle relazioni e dei sentimenti umani aprendo degli interrogativi a cui l’autore non dà risposte perché le lascia al lettore. Momenti di pathos e comunione con il testo sono stati vissuti grazie alla sapiente lettura dei brani affidata a Santina Borgese, mentre gli intervalli musicali sono stati curati dal duo Melilli- Gatto con i maestri Carmelo Melilli al sassofono e Lino Gatto alla chitarra.
“Un inno all’amore- così l’autore ha definito il suo romanzo, annunciando che ne ha già in cantiere un terzo oltre a un’antologia di racconti-, in cui trovano spazio temi attuali e spinosi come quello dello sfascio politico e dell’uso distorto dei mass media. Le donne sono figure centrali nell’opera e modelli positivi che si contrappongono a uomini sospinti dall’istinto. Ma è nel gesto di Eleonora, la più saggia, che si ritrova la speranza, la voglia di guardare al futuro e si manifesta l’inno alla vita”. Franco Castello ha profuso parole di stima per questa indimenticabile prova d’autore, e ringraziato i graditi ospiti e i presenti per l’attenzione ricordando le attività dell’UNITRE, un luogo in cui il tempo non è ozioso ma vivo, e la cultura la fa da padrona da ben 25 anni.

Alessandra Brafa

__________NOTA BENE: L’articolo di  Alessandra Brafa, che ringraziamo, è tratto da www.corriereelorino.it_________

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LOCANDINA CULTURA E DINTORNI Nel Nome del Padre

Presentazione del libro “NEL NOME DEL PADRE Dear Frank, Giorgio caro

di  Ignazia Iemmolo Portelli

Sono davvero felice, stasera, di essere qui tra voi, a Noto l’urbs ingeniosa dove ho condotto i miei studi e dove sono tornata come insegnante presso l’Istituto per geometri e poi, per cinque anni come presidente del CUMO. Torno ancora, questa sera  e mi sento  tra amici, sono tra amici, gli amici dell’UNITRE. Sono stata io infatti  a stipulare, diversi anni fa, presso il notaio Savarino, l’atto di costituzione dell’UNITRE a Rosolini e ne sono stata per diversi anni presidente.

Consentitemi di ringraziare il carissimo presidente Franco Castello con la consorte, la cara Nilde, cui mi lega antica  e sincera amicizia; ringrazio  il consiglio direttivo  che ha voluto inserire nel già nutrito programma dell’UNITRE questo incontro per presentare il secondo romanzo di un caro amico, comune il prof Corrado Calvo.

Come avete sentito, Corrado ha percorso i sentieri più diversi delle espressioni letterarie, la sua produzione , infatti, è stata, nel tempo, ricca, poliedrica e polisemica:  saggi, recenzioni, reportage, poesie, racconti,  poi, nel 2008 “ La relazione, il primo romanzo sul quale il prof Calvo ha lavorato per diversi anni ma che non si decideva a dare alle stampe.

Quando però, spinto da tutti noi amici di Cultura e dintorni ha trovato il coraggio ( il tempo) di farlo ha riscosso tali e tanti consensi che l’hanno motivato a scrivere ancora.

Il risultato? Il secondo romanzo “ Nel nome del padre. Dear Frank, Giorgio caro”

Ma perché uno scrive? Come dice primo Levi, non sempre lo scrittore è consapevole del motivo o dei motivi che lo spingono a scrivere, motivi che peraltro, nel corso della scrittura possono anche cambiare. Ma il nostro Corrado il motivo l’aveva … e lo conosceva e come!

Sentiva infatti impellente il bisogno di raccontare una storia, tante storie di persone che aveva conosciuto o

immaginato, che avevano vissuto drammi e passioni, paure  e speranze, emozioni  inconfessate, scelte mancate, ipocrisie, rimpianti, rimorsi; storie, direbbe il nostro vescovo, di esseri umani e Corrado ha raccontato senza lenocini o virtuosismi letterari queste storie, servendosi di un lessico semplice, ma incisivo ed accattivante.

Attraverso la narrazione di fatti ed eventi  della vita di ogni giorno scorrono i temi più spinosi che lacerano la nostra società. L’Autore scandaglia in profondità i difficili rapporti genitori- figli, la crisi della famiglia tradizionale  riservando risvolti e sviluppi imprevedibili. Svela l’abominio dell’incesto che si consuma nel silenzio tra le pareti domestiche e che sfocia nel terribile parricidio- suicidio di don Mariano che per tutelare la figlia Salvina uccide il figlio Maurizio drogato e fratello degenere poi,tormentato dal dolore e dal rimorso s’impicca.

Corrado Calvo

Corrado Calvo

L’Autore attraverso il racconto di un ipotetico “ io narrante” riferisce che Francesco,  uno dei due protagonisti, in punto di morte,  rivela al figlio Giorgio, l’esistenza , in Inghilterra , di un altro figlio avuto, durante la sua prigionia, da Gin una ragazza inglese con cui aveva avuto una storia. Inoltre Giorgio ritrova alcune lettere a firma di Gin, provenienti dall’Inghilterra ed indirizzate proprio Frank Belluomo che confermano l’esistenza del bambino.

Belluomo classe 1921 soldato assalitore nella campagna d’Africa del 1941 e successivamente uno dei 155.000 soldati italiani detenuti in Gran Bretagna come  prigionieri di guerra  ed adibiti come contadini, dopo l’amara esperienza della guerra Frank sperimenta, con la prigionia,  le privazioni e la paura ma anche l’amore. Tuttavia tornando in Sicilia  abbandona la donna senza riconoscere il figlio  cosa che nel tempo gli procura un grande rimorso.

L’Autore segue passo, passo le vicende e da “esploratore dei meandri dell’animo umano” con una notevole capacità di analisi interiore dei personaggi, fa una descrizione puntuale e circostanziata.

Nel brano che leggeremo, Frank racconta al figlio Giorgio l’esperienza  della guerra;  in esso viene descritto l’episodio durante il quale  Frank viene fatto prigioniero assieme a numerosissimi commilitoni. Vi si parla anche de  “i giardini del diavolo” ossia i campi minati che i soldati italiani chiamavano così per la loro pericolosità.    Ascoltiamo dalla dott.ssa Santina Borgese “I giardini del diavolo”

Da archeologo della memoria, poi, vuole seguire le tracce di altre  vite nascoste e risuscita fatti storicamente  accaduti e personaggi di cui non esaurisce mai la descrizione  ma che accresce di nuovi particolari per cui ha il magico potere  di farci restare abbarbicati al racconto che a mano a mano si delinea più completo nella struttura ed intellegibile nei significati . Perciò nella sua incontrovertibile unitarietà, il racconto, presenta numerosi   nuclei narrativi perché l’Autore  in modo davvero magistrale , fa scaturire dal filone centrale,  altri racconti singolari, come da un fiume altri fiumiciattoli che hanno fisionomia e corso autonomi.

Sono  storie di uomini e donne vivi e palpitanti; un campionario variegato perché ciascuno di essi incarna virtù  e vizi della società.

E penso a Gin la donna inglese che si innamora del soldato Frank  e fedele custode del loro segreto gli scrive, senza odio né acrimonia, ma con tanta nostalgia dicendogli che ha qualcosa che prova il suo amore per lui e fa riferimento al bambino che “ amerà   sempre suo papà,il papà  che non vedrà mai”. Sempre   dalla voce della dott.ssa  Santina Borgese  ascoltiamo ora  due brevi Lettere di Gin.

Ci avviamo alla conclusione e accenniamo brevemente a Giorgio, figlio di Frank impiegato comunale e giovane rampante politico,  sposato con Concetta Marchese  e padre di Eleonora, da alcuni anni amante di un insegnate, Mara Ammatuna la quale si sacrifica  per accudire i genitori malati senza forzare l’amante nelle decisioni  anzi proteggendolo dalla cattiveria altrui cose che non fa la moglie

Concetta che assieme al fratello, l’avvocato Ludovico Marchese, sputa veleno contro di lui e lo costringe ad andare via di casa.

Salvina delicata ed evanescente come una figura nella nebbia, amica sincera di Mara e vittima dell’amore peccaminoso del fratello Maurizio.

Tanina  che si da a Giorgio quando è al potere ma lo tradisce spudoratamente rivelando alla stampa la sua relazione con lui e permettendo così ai suoi delatori politici di infangarlo e fargli perdere tutto.

La prof. Ignazia Iemmolo Portelli.

La prof. Ignazia Iemmolo Portelli.

Alla fine,per un verso o per l’altro, sono tutti perdenti. Trionferà  Mara che dona amore a Giorgio e al figlio avuto da lui. Giorgio che non ripeterà l’errore del padre ma riconoscerà felice il bambino. Trionferà Eleonora, speranza per il futuro, capace di perdonare, con generosità, gli errori del padre e accogliere con amore il fratellino. La conclusione del romanzo è aperta alla speranza, nulla vieta al lettore di immaginare l’incontro affettuoso tra il fratello siciliano e il fratello inglese.  Per gli altri, se i personaggi sono persone vere, trionferà la memoria che foscolianamente risuscita la storia e la consegna all’arte eternatrice che “ vince di mille secoli il silenzio”.

Chiamiamo adesso la dott.ssa Santina Borgese alla quale affianchiamo “ d’autorità” un partner d’eccezione, il prof Calvo, per leggere un bravo su “ Eleonora”. E’ l’incontro casuale  nella saletta di un bar tra Eleonora e il padre Giorgio che, a seguito degli sconvolgimenti che scoprirete leggendo il libro, vive fuori casa. La ragazza è assieme a delle compagne e, questa volta, invece di fuggire da lui come ha fatto in passato, decide di affrontarlo.-

Ignazia Iemmolo Portelli

 

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