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Avola ricorda Antonio Caldarella.

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Avola ricorda Antonio Caldarella.

AVOLA RICORDA ANTONIO CALDARELLA

Ad  Avola,Mercoledì 22 Aprile 2015,  in Sala Frateantonio di Via Mazzini  38 ore 18.00,

Nella e Lorenzo Caldarella ricordano il figlio Antonio

 con la presentazione del suo libro “Minuscola briciola” .  

invito Caldarella 22 Aprile  LEGGI INVITO cliccando sull’immagine.

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Per Antonio Caldarella

FOTO ANTONIO 189Il tempo si appresta a cancellare tante cose e tante persone, ma fino a quando noi ne perpetuiamo la memoria o ne leggiamo le opere e i versi, non relegandoli nel dimenticatoio, essi vivranno di luce imperitura. In occasione della presentazione del volume di poesie “Minuscola briciola”, che g. 22 ci apprestiamo a presentare, ho pensato ad Antonio: ricordo quando, durante uno dei primi concorsi indetti dall’associazione “Gli Avolesi nel Mondo”, lo invitai a leggere il testo delle poesie del nonno materno, che non era presente; la cosa non era stata preparata, ma Antonio venne senza problemi e lesse con trasporto, come lui sapeva fare, con la sua voce calda e passionale. In quell’occasione erano presenti anche il dott. D’Amico, che verso lui nutriva grande stima e affetto, e mio padre.

Sui rapporti tra Antonio, mio padre e me, vorrei spendere una parola, perché me lo ritrovo in quasi tutte le occasioni pubbliche in cui si è dato spazio all’opera di mio padre, dalla manifestazione, organizzata nel foyer del teatro comunale da “Avola in laboratorio” alla manifestazione pubblica di piazza, la sera di Santa Venera del 1996, e ancora nella villetta comunale per la presentazione del volume da me curato “Santa Venera in Avola. Appunti per una storia di parrocchia”, per la drammatizzazione della “Canzuni ppi’ Santa Vennira”, scritta da mio padre in occasione della ricorrenza del 75° anniversario della Parrocchia. In tale occasione i nostri incontri si fecero più frequenti, amichevoli, vedendoci alquanto spesso per la comprensione del testo dialettale e in particolare di alcuni termini ormai in disuso. Mio padre, pur con la sua supervisione, aveva delegato me per quell’incarico: era piena estate e lui si trovava a Fontane Bianche.P1000721

Tramite Antonio conobbi così anche altri ragazzi che collaboravano con lui. Lo vedevo dare indicazioni su toni e gestualità, lo vedevo all’opera e mi sembrava quasi un altro. Diventava regista di se stesso e del gruppo con una disinvoltura che non gli conoscevo: una volta recepiti i suggerimenti, diventava sicuro di sé e padrone della situazione. Da allora la nostra amicizia è durata nel tempo fino alla fine e ancora dura. L’ultima volta che ha partecipato come presidente di giuria alla manifestazione voluta dall’Amministrazione Comunale del Giffoni, manifestazione in cui i ragazzi del Liceo portarono in scena la mia traduzione in dialetto dell’Antigone di Sofocle, ci fermammo a parlare a lungo sulla valenza delle traduzioni e su come i testi possano diventare fruibili, da parte degli alunni, nel nostro dialetto. Ci lasciammo certi di avere ancora l’opportunità di disquisire su tali argomenti che lo interessavano e mi erano congeniali, ma non avemmo più l’opportunità di incontrarci per discutere, perché la Parca recise il filo della sua vita.

FOTO ANTONIO 194Ora mi trovo a leggere le sue poesie, pubblicate postume dai genitori, a sei anni di distanza dalla sua dipartita. “Minuscola briciole” è il titolo della raccolta, e tale amava definirsi spesso in calce alle sue poesie, quasi a offrire al lettore una briciola di sé, ma in queste briciole è la vita di un uomo che ha sofferto, amato e guardato con disincanto alla vita e alla morte senza infingimenti o ipocrisie, con coraggio e amore per le cose belle. Aveva sogni, tanti, scaldati nel cuore, convinto tuttavia che i sogni sono come le nuvole, passano, cambiano nel tempo, ritornano. “Non bisogna leggerli, ma lasciarsi leggere dai sogni”(I sogni sono come le nuvole).

In ogni lirica Antonio è molto attento ai comportamenti umani, critico nei confronti della società, sensibile nei confronti degli affetti e dei sentimenti in generale; è un artista ad ampio raggio: pittore, scrittore, poeta, regista, attore, filosofo. La vita, in verità, non è stata prodiga con lui, gli ha dato tanto ma gli ha anche tolto la possibilità di gustarne i frutti.poesia071

Ritengo che in questo libro si trovi una raccolta poetica di talento e notevole spessore, e bene ha fatto la famiglia a farla conoscere e a progettare di farsi carico di ulteriori pubblicazioni, che Antonio teneva nel cassetto. Sono del parere, per esperienza diretta, che questi sono obblighi morali e che determinati frutti non debbano essere dispersi o lasciati a marcire sugli alberi. Bisogna coglierli e fruirne.

Grazia Maria Schirinà

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